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Ancora una volta il tema che affronta con la sua pittura Marlene Dumas, nata nel 1953 in Sud Africa, è legato a quelle persone in “estrema sofferenza”, a vicende drammatiche, riportando in chiave contemporanea il tema sacro della crocifissione, ma in questo caso c’è anche dell’altro: l’ispirazione che arriva proprio da Milano, dalla “Pietà Rondanini” di Michelangelo conservata al Castello Sforzesco e dallo stesso luogo che ospita l’esposizione, l’ex collegio delle giovani orfane “Le Stelline”. Ventidue dipinti recenti, per la maggior parte inediti, e quindici tra disegni e carte storici a cui si affiancano sette opere provenienti dalla sua recente serie Forsaken del 2011.
Inaugurazione domani sera alle 19.00, in una mostra, a cura di Giorgio Verzotti, dove è centrale il rapporto tra madre e figlio, messo a fuoco proprio a partire dagli archivi dell’ex collegio e dai ritratti di Pier Paolo Pasolini, della madre Susanna e di Anna Magnani, che in “Mamma Roma” interpreta una prostituta, decisa a cambiare vita, che vive un rapporto conflittuale con il figlio Ettore, ignaro del lavoro della madre. Nella volontà di riscatto dal sottoproletario “Mamma Roma” trova un lavoro rispettabile al figlio che però inizia a delinquere al momento della scoperta dell’attività materna. Arrestato per aver rubato una radiolina Ettore morirà tra i deliri della febbre mentre è in detenzione legato a un letto di contenzione: una scena dove le inquadrature di Pasolini prendono spunto dal compianto al “Cristo Morto” del Mantegna. Un’esposizione dove si universalizza la fede unita al dramma e dove l’amore è in rapporto perennemente duale con il dolore. Una presenza importante in Italia all’indomani delle mostre che negli scorsi anni hanno consacrato la Dumas come una delle più importanti artiste contemporanee, che ha opere nelle collezioni dei più grandi musei del mondo, dal MOCA di Los Angeles al Centre Pompidou di Parigi, dallo Stedelijk alla Tate Modern.















Cazzarola, ma qualcuno ha visto che brutta che era la mostra? Credevo di vedere una grande pittrice e invece.. Delusione. Quadretti stinti e deboli; paesaggi sfigatini. Che peccato.