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Basta white cube, basta gallerie d’arte da copertina! A Forlì il contemporaneo si fa nei “Self Storage”, ovvero in quei box in affitto dove gli utenti possono stipare quello che non sta in casa. Nuovi contenitori per l’arte, in una dimensione che ha del labirintico e che durerà solo due giorni, domani e domenica. Il tutto nasce dall’Associazione “Box Shock” costituita nel 2004, una produzione del progetto “The Aesthetoscope Museum of Art”, di cui fanno parte un gruppo di curatori, designer e artisti guidati da Ronald Lewis Facchinetti alla direzione artistica. Nel caso di Forlì è stato Gabriele Zelli a riunire nei box di via Zotti 20 un ampio numero di creativi tra cui, solo per citarne alcuni, Giuseppe Bertolino, Laura Gamberini, Monia Liverani, Paola Mercatali e Massimo Sansavini.
Un’iniziativa che è appoggiata anche dall’Assessorato alle Poliche Culturali e che si pone come un formato espositivo che permetta di lavorare con un network globale di artisti che per l’occasione si impegnano a cambiare la forma del museo di arte contemporanea. Dal cubo espositivo di MindCube, al container di ContainerArt -altri due esperimenti targati Box Shock- che hanno vagato in lungo e in largo per l’Italia, e per Milano, negli ultimi anni, dalla Triennale Bovisa al Nhow hotel ad altri Self Storage dell’hinterland cittadino, stavolta sono le “scatole” in grande formato a determinare un approccio alieno fuori dai soliti circuiti.
Se volete fare “un’esperienza forte in uno spazio protetto” come si definisce l’approccio di Box Shock, tra le varie declinazione del contemporaneo, allora non mancate all’appuntamento forlivese, a partire dalle 15.00 di domani.









