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Toledo, metropolitana di Napoli, linea 1 “dell’arte” inaugurata per la stampa e le autorità. E poi, in realtà, tutto è stato di nuovo chiuso fino alla reale apertura, che avverrà a giugno, dove i passeggeri e i curiosi potranno immergersi in un vero e proprio museo “pubblico”.
La stazione, firmata da Oscar Tusquets Blanca, e ispirata ai temi della luce e del mare ha al suo interno tre protagonisti d’eccezione: William Kentridge, Achille Cevoli e l’americano Bob Wilson. Non solo: il corridoio non ancora inaugurato, che condurrà all’uscita di Montecalvario, sarà attraversato da stampe di Oliviero Toscani e Shirin Neshat.
Una stazione che fa parte del percorso della metropolitana d’autore napoletana, scavata in una profondità di cinquanta metri rispetto alla superficie, dove sono affiorati durante la costruzione anche un suolo arato del Paleolitico, di cui è stato fatto un calco ora conservato al museo Archeologico e i resti di mura aragonesi, restaurate e visibili nel -futuro- percorso d’accesso ai treni.
La stazione, con un susseguirsi di mosaici e giochi di luce, con tre lucernari che sbucano in via Toledo, riproduce i fondali marini, riportando Napoli nel passato, quando all’altezza di via Toledo ancora arrivava il mare. I colori hanno giocato una parte fondamentale: si passa dal nero della terra, all’ocra del tufo fino l’azzurro degli abissi.
Kentridge, in questo caso, ha lavorato su figure dell’iconografia napoletana e della mitologia classica e farà da accoglienza al visitatore, percorrendo con lui la discesa ai treni. Achille Cevoli, in galleria ha proposto una serie che propone il tema sociale con il lavoro operaio, mentre Bob Wilson, è autore dei lightbox con pannelli lenticolari, che riproducono il movimento delle onde del mare.
«La stazione Toledo è un’opera d’arte, parte di un progetto complessivo che una volta completata premierà non solo la città, ma tutta la regione» ha dichiarato Stefano Caldoro, presidente della Regione. Prossima apertura, libera al pubblico, durante il maggio dei musei. (marianna agliottone)











Scusate, ma chi è Achille Cevoli? Non ne ho mai sentito parlare e facendo una ricerca ho visto che aveva già firmato un’altra opera per la Metropolitana di Napoli qualche anno fa.
Evviva la meritocrazia.
ma il merito di questi traguardi non sono da attribuire alle passate amministrazioni? Caldoro che c’entra? forse a lui va il merito di aver scelto il grande Cevoli…. artista vecchio e di serie Z… povero Kentridge!