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Sarà firmato da Karl Lagerfeld l’allestimento della prossima Biennale, la 26esima, dedicata alle antichità, che si svolgerà al Grand Palais di Parigi dal prossimo 14 settembre. Un allestimento pensato alle architetture di Parigi, sotto l’immensa cupola di vetro: «Per questo progetto sono partito dall’Esposizione Universale di inizio ‘900, andando anche più indietro ai “Passages” e alle gallerie del secolo precedente. Del resto io considero il Grand Palais come l’esempio più alto di ciò che è l’idea stessa di Parigi e del suo lato universale. Un luogo che amo moltissimo anche per la sua luce, dove ho allestito molte delle mie sfilate. Ho dunque disegnato un allestimento che mira a sottolineare la portata, lo splendore della volta in vetro e a ricreare un’architettura riflessa, duplicata, per certi versi severa e per questo con entrata a dare risalto al contesto e ai singoli preziosi manufatti presentati da antiquari e gioiellieri» ha dichiarato Lagerfeld.
Il creativo, classe 1933, nato ad Amburgo, emigrò insieme alla madre proprio a Parigi nel 1953.
Con i soldi di famiglia -il padre era un industriale che aveva fatto fortuna in Germania con il latte condensato- dopo aver lavorato per un po’ da Yves Saint Laurent e Jean Patou, fondò un piccolo negozio di sua proprietà, aprendo nel 1980 la sua “maison”: Lagerfeld. Dalle top-model che hanno sfilato per lui negli anni ’90, la sua icona era Claudia Schiffer, fino alle collaborazioni con il mercato dell’abbigliamento low profile come H&M, con cui realizzò alcuni capi in edizione limitata, Lagerfeld si è rinnovato e ha mutato costantemente orizzonte negli anni, da fotografo di divi (tra cui anche Marilyn Manson) a direttore creativo di Fendi, da personaggio televisivo (in Francia ha partecipato al reality show Signé Chanel nel 2004) fino alle contaminazioni con l’architettura: grande amico di Zaha Hadid, a Tadao Ando invece ha commissionato la costruzione della casa-studio di Biarritz, scrivendo poi un libro-omaggio sull’architetto, intitolato Tadao Ando – Vitra House.
«Il genio creativo di Karl Lagerfeld, la sua sensibilità e il suo gusto per la scenografia, sono solo alcune delle ragioni per le quali sono davvero lieto di questa collaborazione per la Biennale 2012. Peraltro voglio anche evidenziare come, grazie al suo talento e alla sua professionalità, Lagerfeld è stato attento alle esigenze specifiche, anche tecniche della Biennale, modellando su queste la propria visione creativa» ha riportato Christian Deydier, presidente del Syndicat National des Antiquaires di Francia.















