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Questa volta non hanno aspettato giorni le forze dell’ordine. Dopo poco più di 72 ore da sabato pomeriggio, quando il movimento era entrato a Palazzo Citterio, stamattina poco prima delle 7 polizia e carabinieri in tenuta anti-sommossa hanno sgombrato il Palazzo nel cuore di Brera, dove erano presenti sessanta persone. Finisce così, un po’ in sordina, la seconda avventura di MACAO, che ieri ha incontrato gli studenti di Brera per discutere del futuro dell’Accademia e della “necessità” -ma ormai per chi?- che gli spazi delle aule restino nella sede di Brera anziché essere decentrate all’ex Caserma di via Mascheroni.
Uno sgombero che arriva dopo una notte bianca di video arte e di suoni, e dopo l’invito di MACAO all’Assessore Boeri di entrare negli spazi con Ornaghi, ieri in visita a Milano. Ovviamente disatteso, delineando così una sempre più chiara prospettiva di non-dialogo tra le due fazioni, soprattutto dopo il rifiuto di MACAO di prendere in considerazione di spostarsi verso l’ex Ansaldo di via Tortona.
E ora, detto addio anche a Palazzo Citterio, dove si muoverà MACAO, sia in senso fisico che “teorico”? La bolla oggi appare sgonfia, anche un po’ esausta. Ieri sera il pubblico “in sala” non era quello che si ricordava solo una settimana fa durante il presidio in via Galvani, quasi come se MACAO avesse tradito un po’ le immense aspettative di rivalsa, di libertà, di “concretezza” che tutti sognavano sabato 5 maggio, quando si entrò nella vecchia Torre Galfa.














Quale sogno? :-))) Quale progetto??? Se non una banale retorica della creatività, della cultura e dell’arte??? Quale progetto che non si possa realizzare anche in una libera piazza o in un parco??? Senza occupare cose altrui.
Macao è il totem più significativo per un paese per vecchi: giovani che si fanno abbindolare, comprare e rendere arrendevoli dalla Nonni Genitori Foundation perchè il paese ha un grande risparmio privato…vorrei sapere di cosa vivono i ragazzi di Macao per ballare e organizzare laboratori creativi tutto il giorno…quel risparmio privato- paradossalmente- è la condanna del futuro dell’italia.
Non capiscono che ghettizzarsi in un luogo X significa essere automaticamente inutili e disinnescati. Ma forse lo capiscono e hanno solo voglia di ballare, tirare aquiloni e bere birra…e andrebbe benissimo, basta essere consapevoli della reale funzione di Macao.
E’ un lungo cammino, e le Istituzioni nostrane hanno mille ricette per allungare il brodo. Nè la Sovrintendenza dà mostra di temere il ridicolo, addossando a MACAO la responsabilità del fermo cantiere della Grande Brera.
Comunque MACAO non è un sogno, è un’Idea.
E’ un lungo cammino disseminato d’ostacoli e sorvegliato da cornacchioni preoccupati più per la conservazione dello statu quo che di quella del Patrimonio Artistico, e MACAO segna un punto importante.
Ci vediamo
In realtà si tratta solo di rigurgiti vetero-sessantottini (con l’utilizzo di giovani che si credono creativi solo perché polemici) appoggiati soprattutto da nostalgici. Dal fastidio ormai provo quasi solo pena, naturalmente per i giovani…