06 luglio 2012

Damien Hirst da Burger King. No, non fa il cameriere, ma è in mostra alle pareti della “sala da pranzo”

 

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Ci mancava solo questa: dopo la “Venere” panciuta con la spada sguainata verso l’alto, che dovrebbe far riflettere sulle gravidanze adolescenziali, e che secondo l’idea di Hirst dovrebbe essere collocata per 20 anni al porto di Ilfrancombe, sulle coste del Devon, arriva ora da Londra l’ultima novità: in occasione dell’apertura di un nuovo punto vendita in franchising di Burger King in Leicester Square, Hirst ha donato un pezzo del 2003, il cui titolo completo è Beautiful Psychedelic Gherkin Exploding Tomato Sauce All Over Your Face, Flame Grilled Painting 2003. Una sorta di ultimo atto della cottura di un hamburger. E l’ultimo atto di uno dei più controversi artisti del pianeta, che con questa operazione si iscrive definitivamente in un limbo che più che far discutere sulle incombenze dell’arte e sui suoi linguaggi, ormai fa definitivamente sorridere. Anche a giudicare dalla promozione che ne stanno facendo gli amministratori di Burger King.
Jo Blundell, direttore del settore marketing della catena per Irlanda e Regno Unito, ha dichiarato: «Tutti i nostri ristoranti rinnovati nel look, forniscono uno spazio più moderno per godere dei nostri hamburger alla brace. Nel caso di Leicester Square, abbiamo dato ai londinesi e agli ospiti della capitale un qualcosa in più per apprezzare Burger king!». L’opera è collocata nella sala da pranzo al piano superiore del fast food. Protetta da un vetro piuttosto spesso.
Rothko, che aveva avuto la commissione per arredare le pareti dell’intera sala da pranzo del Four Season di New York, si era poi pentito dell’aver accettato l’ingaggio, e aveva donato tutti i lavori alla Tate. Qui invece, ormai, si è donato direttamente (o come donazione la si è fatta passare) alle catene di junk food. Segno dei tempi?

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