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La prima tappa è oggi, in terra lombarda: allo spazio Morris di Milano si apre “Falansterio”, con opere di T-Yong Chung, Alessandro Di Pietro, Virginia Clara Gabrielli, Niccolò Morgan Gandolfi, Maurizio Mercuri, Valerio Nicolai, Marco Samorè, Serena Vestrucci. Di che si tratta? Di una cooperazione tra tre “gallerie” indipendenti, ideata da Guido Molinari, che per chiarire alcuni stimoli “globali” del contemporaneo ha preso in prestito il termine “falansterio”, coniato dal politologo e filosofo francese Charles Fourier, indicante una struttura abitativa in cui si svolgeva la vita dei membri di una nuova unità sociale di base: in senso non troppo stretto il falansterio contemporaneo si potrebbe definire così come quella posizione di un gruppo di artisti che operano, con interesse, verso temi fondati sull’idea di comunità, nel coinvolgimento del pubblico verso un sentire comune e un nuovo senso etico. Ecco alcuni punti di questa nuova unità sociale che sceglie, per mettersi in mostra, tre spazi che hanno portato con sé la memoria della vita precedente; un garage, un fienile e un’abitazione. Ma chi sono gli abitanti del falansterio contemporaneo? I nomi milanesi ve li abbiamo già detti, sappiate però che se volete proseguire il tour del progetto domani dovrete spostarvi a Bologna, alla Casabianca di Anteo Radovan, che è anche curatore della sezione emiliana con Massimo Marchetti, e che metterà in scena le opere di Giorgio Guidi, Lucia Leuci, Marta Pierobon ed Emanuele Serafini. Volutamente si è scelto di non proporre un tema agli artisti, ma li si è selezionati in base alle tensioni che si volevano ricreare in questa nuova “unità d’abitazione” libera.
La terza tappa, sempre domani, resta in Emilia-Romagna, precisamente allo spazio Tesco di Faenza, con la sezione curata da Daniela Lotta e gli interventi di Gaia Carboni, Silvia Chiarini, Andrea Magnani, Simone Tosca. Nell’ambito della serata, lo spazio Clandestino ospiterà inoltre la presentazione del blog “Calamita” che contiene i link di alcuni tra i principali spazi alternativi italiani per l’arte contemporanea. Una nuova modalità per creare sinergie ai tempi della crisi, all’indomani di una giornata di MAXXI discussioni.










Il blog Calamita???
Non si capisce quale sia il tema lo scopo.
https://www.google.it/search?q=calamita+blog&oq=calamita+blog&sugexp=chrome,mod=4&sourceid=chrome&ie=UTF-8
Non si parte dalle domande basilari: cosa serve l’opera? Uno spazio galleria-museo per ospitarla? Di quali indicazioni e tensioni si parla? Di cosa stiamo parlando?
Domande non polemiche.