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Guardare con gli occhi della poetica e l’anima del commercio. Potrebbe essere questo, in sunto, il trait d’union del convegno che domattina porterà alla Fabbrica del Vapore di Milano una serie di addetti ai lavori a confrontarsi intorno alle necessità e alle problematiche della fotografia commerciale italiana di oggi.
Indetta dall’Associazione Culturale Polifemo, la giornata di studi avrà tra i suoi relatori Daria Bonera, agente dell’omonima agenzia per fotografi, Mara Campana, responsabile della Didattica del Centro di Formazione Professionale Riccardo Bauer di Milano, Sandro Iovine, critico e giornalista, direttore della rivista “Il Fotografo”, il critico Roberto Mutti e il fotografo Marco Capovilla, presidente di Fotografia & Informazione.
Per fugare subito ogni dubbio, va rimarcato che non vi sarà particolare attenzione verso la fotografia “d’arte” atta a monopolizzare l’attenzione di critici e media. Non vi si svelerà la formula magica per diventare provetti Wolfgang Tillmans o Annie Leibovitz, ma lo sguardo verso una fotografia come forma di artigianato professionale, con opere dell’ingegno commerciali dove gli elementi creativi sono strettamente correlati a quelli produttivi ed economici.
Come riescono a vivere del loro lavoro i fotografi professionisti, in un’epoca in cui le immagini si trovano dappertutto e gratis? Quali sono i settori commerciali in cui è ancora necessario rivolgersi a un fotografo professionista? Quali sono i casi normali, non eccezionali né di successo, che consentono a uno studio fotografico professionale di continuare la propria attività? Queste e altre domande per chi ha voglia di ascoltare e di vivere di immagini: con still life, architettura, moda o corporate. E forse con un po’ meno d’arte.









