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Trés chic. Anche se ricoperto di colore acrilico, soprattutto perché stavolta, ad essere dipinti, non saranno casacche verde mimetico usate ai tempi di Mao, ma una serie di abiti griffatissimi. Stiamo parlano dell’esclusiva performance di Liu Bolin, l’artista cinese diventato celebre per una serie di “mimetizzazioni” all’interno di una serie di scenari e di paesaggi architettonici, che vanno avanti ininterrottamente dal 2005, quando inscenò una protesta silenziosa dipingendosi come maceria all’indomani dell’abbattimento del suo studio di Pechino, all’epoca sotto il mirino di una riqualificazione urbanistica della città.
Domani Bolin tornerà a Milano, città che aveva già ospitato il suo corpo come “guglia del Duomo” e “interno del Teatro alla Scala”. E lo farà in una location d’eccezione: la Boutique di Valentino in via Montenapoleone, dove su invito serratissimo, sarà possibile vedere l’artista scomparire tra bauli-armadio pieni di vestiti. Rappresentato dalla Boxart gallery di Verona, il camaleontico artista è stato ingaggiato dalla maison per promuovere, niente male, la nuova collezione camouflage disegnata da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. E la foto finale stavolta, c’è da scommetterci, sarà più glamour che mai.









