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Lo avevamo annunciato tempo fa: all’asta dedicata all’Impressionismo del prossimo 5 febbraio, da Sotheby’s a Londra, vi saranno tre magici pezzi di Egon Schiele, provenienti dal Leopold di Vienna. Ma i masterpiece non potevano essere di certo finiti, e anzi Schiele non si pone nemmeno nella top three dell’incanto. Le speranze di raggiungere il massimo sono tutte per un Pablo Picasso e per il suo Femme assise près d’une fenètre, ritratto della giovane musa Marie-Therese Walter. L’opera, datata 1932, è stimata 25-35 milioni di sterline. La storia dell’incontro di Picasso con Marie-Therese è nota e si sa che avvenne nel 1927 quando la ragazza aveva solo 17 anni. Per alcuni anni la presenza di Marie-Therese nelle opere di Picasso fu poco riconoscibile ma proprio dal ’32, quando i ritratti della ragazza comparvero nelle retrospettive di quell’anno di Parigi e Zurigo, la sua esistenza fu evidente. Olga Khokhlova, l’allora moglie dell’artista, fu con evidenza informata della presenza di una nuova donna nella vita del marito: non è un caso che anche recentemente, il nostro Francesco Vezzoli, abbia scelto la figura dell’ex moglie del grande pittore per “adornarla” di un progetto di nuove lacrime.
Al secondo posto nella classifica dei pezzi più quotati c’è Claude Monet con Nymphèas avec reflets de hautes herbes, una grande tela dipinta tra il 1914 e il 1917 e stimata 12-18 milioni di sterline. Al terzo posto Joan Mirò, artista che non compare da più di 50 anni sul mercato delle aste internazionali, con una tela del 1945, Femme revant de l’evasion, dipinto di grande formato per il quale ci si aspetta qualcosa come 12 milioni di stima massima. L’opera fu acquistata dalla famiglia Wallach proprio dal gallerista di Mirò, Pierre Matisse, pochi anni dopo la sua morte. Per Schiele, lotto numero 6, il primo ingresso arriva solo al quarto posto, mentre al quinto Max Beckmann, con Vor Dem Ball, dipinto newyorkese del 1949 raffigurante due dame e un gattino, la stima è 5-8 milioni di sterline. Più in basso si incappa di nuovo in un Monet, con Le Givre à Giverny, dai 4 ai 6 milioni di sterline.
Helena Newman, presidente di “Sotheby Impressionist & Modern Art Department Europe”, ha dichiarato: «Siamo lieti di presentare questa vendita guidata da Picasso, di cui abbiamo assistito al fascino notevole ispirato dai suoi ritratti, come era successo con La Lecture, venduta per 25 milioni di euro, il doppio della stima pre-vendita nello stesso periodo del 2011, oppure con Nature morte aux tulipes venduto lo scorso novembre 2012 per 41,5 milioni dollari». Quello che insomma, anche in questo caso si mira a realizzare, è il massimo: 103 milioni di sterline. Per dare un ulteriore schiaffo alla crisi del mercato dell’arte, e per posizionare ancora una volta Sotheby’s e i suoi “avventori” nell’Olimpo delle case d’asta con le più alte prospettive di capitale.


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