17 febbraio 2013

World Press Photo 2013: vince lo svedese Paul Hansen, e il documento della perenne ferita israeliano-palestinese

 

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Paul Hensen e l'immagine vincitrice del World Press Photo. Courtesy l'artista e WPP
Hanno preso parte al concorso più importante per la fotografia di reportage a livello mondiale 5mila e 666 fotografi, provenienti da 124 Paesi e con un totale di 103mila e 481 immagini: sono i numeri del World Press Photo 2013, il contest che ha visto vincere il fotografo svedese Paul Hansen, con un’immagine di persone in lutto che trasportano due fratelli di tre anni, Muhammad e Suhaib Hijazi,uccisi nella loro casa distrutta da un attacco missilistico israeliano su Gaza, lo scorso 20 novembre.
Tra i selezionati delle varie categorie anche quattro italiani. Anzi, a dir la verità i nostri connazionali appartengono tutti alla categoria “Stories”, che vede un secondo posto per Paolo Patrizi, con il progetto “Migrant Sex Workers”, realizzato nel Benin (Africa) e già vincitore nel 2012 del concorso fotografico “Migration, Stories of a Journey” organizzato dall’Accademia Apulia di Londra; c’è poi il progetto di Vittore Buzzi, tutto dedicato al “Lethwei”, una sorta di pugilato-kickboxing a mani nude tipico della regione del Myanmar, documentato nella palestra del campione nazionale, Lone Chaw, che ha iniziato l’attività per insegnare ai giovani le tradizioni di questa lotta, mentre al primo posto di c’è il romano Fausto Podavini, con il toccante racconto di Mirella, 71enne con una vita dedicata al lavoro e da sei anni destinata ad accudire il marito, malato di Alzheimer. Chiude questa carrellata di fotografie dure come pietre, dove la vita subentra senza mediazioni dall’obiettivo, “Battle to death”, di Fulvio Bucciarelli, dove un volontario dell’esercito siriano si prepara a sparare una granata contro le forze governative siriane, durante lo scorso ottobre.

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