Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Denis Mahon, uno dei più importanti storici dell’arte inglesi, non era solo un teorico raffinato, ma anche un collezionista che farebbe impallidire molti dei provetti “raccoglitori” d’arte attuali: la sua collezione infatti contava quasi 60 (57 per la precisione) dipinti appartenenti al Barocco italiano, di un valore che oggi si aggira su diverse centinaia di milioni di sterline.
Guercino, Guido Reni, Domenichino, Ludovico Carracci, Luca Giordano, Pietro de Cortona, Giovanni Antonio Pellegrini e Giuseppe Maria Crespi, ora diventeranno patrimonio nazionale, come da desiderio di Mahon, scomparso nel 2011.
La notizia è stata annunciata stamattina alla National Gallery di Londra, uno dei musei che ospiterà, a tempo indeterminato, parte della collezione dello storico, grande sostenitore della gratuità delle istituzioni culturali.
Stephen Deuchar, il direttore dell’Art Fund, l’associazione a cui è stata affidata la collezione per il “collocamento”, ha dichiarato: «La sua visione, come collezionista d’arte è stata straordinaria, ed è un onore enorme per l’Art Fund di essere stato selezionato come ente per sorvegliare e garantire il suo trasferimento di questa magnifica raccolta in musei e gallerie di tutto il Regno Unito».
Ma le lodi per Mahon sono piovute anche dal direttore della National Gallery, Nicholas Penny, che ha parlato di “Denis” come uno dei migliori associati del museo: «un fiduciario iperattivo che ha fatto molto per spingerci ad acquistare grandi dipinti barocchi. Egli è uno dei nostri più grandi benefattori e onoreremo per sempre la sua memoria».
Dello stesso avviso Christopher Brown, direttore del Museo Ashmolean di Oxford, che vedrà arricchirsi, grazie al fondo Mahon, di 12 dipinti, visibili ovviamente a ingresso libero, come il filantropo voleva. Tra gli altri beneficiari 8 dipinti andranno alla Scottish National Gallery di Edinburgo, 6 al Fitzwilliam Museum di Cambridge, 5 al Birmingham Museums e una tela alla Temple Newsam House di Leeds.
Come non essere soddisfatti, se si è inglesi?












