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L’era della riproducibilità tecnica? Acqua a dir poco passata. Nell’era dei social media, a cui Milano dedica un’intera settimana di incontri e conferenze, la “Social Media Week” appunto, anche i musei hanno risentito, in maniera positiva e come possibilità di ampliare e fidelizzare il proprio pubblico, del fascino di applicare le tecnologie “smart” alle loro sale.
Ma come è stata trasformata l’esperienza di visita a un’istituzione culturale? Come si sono espansi i confini della visita vera e propria? E cosa resta del “prima” e del “dopo” virtuali? Quale tipo di tecnologia utilizzare e quali sono le opportunità e i limiti dell’utilizzo di dispositivi mobile forniti al visitatore dal museo?
Su queste e altre domande ci si interrogherà domattina, a partire dalle 9.30, all’Urban Center di Milano in Galleria Vittorio Emanuele, nell’ambito del panel “Museum go mobile”, a partire dall’esperienza del progetto “Scrigno +”, iniziativa promossa a partire dallo scorso anno dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e Palazzo Madama di Torino, che grazie a una serie di codici Qr permette di “arricchire l’user experience dei visitatori”, che possono attraverso tablet o smartphone, navigare tra isole tematiche, per conoscere e approfondire il contesto storico, sociale e culturale in cui si collocano le opera d’arte, più vari contributi speciali, dalle parole dei collezionisti agli strumenti utilizzati dagli artisti.
A sedere al tavolo dei relatori domani saranno Nicoletta Di Blas e Paolo Paolini, dell’HOC-LAB, Politecnico di Milano, insieme Elena Olivero e Marta Barcaro, addette alla Comunicazione e al servizio bibliotecario alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino e Irene Rubino, della Fondazione CRT, per Palazzo Madama.
Ma la domanda che si tenterà di risolvere in fondo è una: cosa ci aspetta nei musei del prossimo futuro, a livello di comunicazione, marketing ed educazione? Avranno un ruolo nello sviluppo dei musei, favorendone la comprensione, le applicazioni mobile? Forse è troppo presto per rispondere, ma non di certo per domandarselo.




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