27 febbraio 2013

Una casa “usoniana” di Frank Lloyd Wright per Firenze, forse

 

di

Frank Lloyd Wright, Bachman Wilson House, rendering ambientato sulle colline di Firenze

Un titolo forse troppo ottimistico, ma probabile e concreto. Si da il caso che gli architetti Sharon e Lawrence Tarantino, proprietari di una casa “usoniana” del terribile architetto, si siano, seppure a malincuore, decisi a metterla sul libero mercato, per una serie di traversie che la stavano (la stanno) compromettendo : umidità, stillicidi, dissesto idrogeologico e perfino un uragano nel 1999. 
L’incarico in esclusiva è stato dato ad un architetto fiorentino, Paolo Bulletti (che ha l’esclusiva mondiale per la vendita e l’aveva proposta alla Biennale di Venezia affinché potesse essere ricostruita nei giardini, ma l’offerta è stata rifiutata) e il probabile acquirente è a sua volta fiorentino, seppur ancora segreto. Ed ecco il gioco è fatto o quasi. Bisogna ricordare che la tipologia di casa a cui si fa riferimento è un prefabbricato e come solevano fare i milionari americani (ai loro bei tempi) con i castelli scozzesi, che smontati e numerati pietra per pietra, venivano ricostruiti in altri luoghi, ora saremmo pronti a rendere pan per focaccia e ricostruire, magari sulle nostre colline un pezzo di storia dell’architettura del XX secolo. La Bachman Wilson House fu progettata da Franck Lloyd Wright nel 1954 per Abramo Wilson e sua moglie, Gloria Bachman (il cui fratello aveva studiato con Wright a Taliesin) e si trova a Millstone, in New Jersey.
Il concetto legato alla progettazione delle case usoniane è condivisibile con le più attuali filosofie abitative di cui possiede il ritmo della modernità e l’immedesimazione nella natura e ancora i principi propri della bioedilizia come la compattezza per ridurre la dispersione energetica e l’utilizzo del calore del sole e della luce naturale per aumentarne il benessere. L’interno è dotato di finiture in mogano filippino e questo tocco di raffinato esotismo mi fa rimpiangere di non possedere un milione e mezzo di dollari per diventarne proprietario. E aggiungo che in tale costo è compreso lo smontaggio e il trasporto fino al porto di Genova. (Claudio Cosma)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui