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Zona Ventura-Lambrate: qui spira un vento nuovo, con 66 eventi e 135 aziende internazionali, aperto a scuole e designer di 30 nazionalità diverse, dislocati in 15 location, invitati ad esporre su 10 mila metri quadrati di superficie distribuiti tra edifici industriali, gallerie, capannoni abbandonati. L’Autofficina di via Massimiano è già diventata cult. Da quattro anni questa è l’unica zona davvero innovativa, dove si progetta il futuro e si investe nel potenziale ad alto tasso creativo di giovani designer bulimici di futuro e energia. Sugli stranieri prevalgono gli olandesi: i nordici sono sempre più sensibili a tematiche ambientali rispetto agli italiani, ecosostenibili per cultura, cresciuti a pane e rispetto ambientale. Quest’anno espongono anche i libanesi, dominati da un mood artigianale, del ben fatto a mano e con materiali naturali. Vagando tra un hangar e l’altro sembra di stare a Berlino o ad Amsterdam; tutti parlano inglese e i protagonisti sono i giovani, che stanno dimostrando un impegno etico, utile e democratico, partendo dallo sviluppo e dal valore di materiali e oggetti biodegradabili, che mirano a nutrire l’ecosistema, piuttosto di distruggerlo come abbiamo fatto per decenni. Il percorso espositivo inizia in via Ventura: non perdetevi la Triennale del Legno, organizzata proprio dalla Triennale, vicino alla sede di Radio 101, dove ci sono allestimenti site-specific di ebanisti doc e casse della sposa per le le romantiche che sognano la dote, tradizione desueta e utopia in questi tempi di crisi; poi sgabelli e culle trentine Stile ‘900, selezionate da Alessandro Mendini: da qui si esce con una mela in mano. Precipitatevi nel Bamboo Studio al numero 5, dove espone un team lombardo composto da giovani professionisti diversi per formazione e discipline, architetti, designer e creativi della comunicazione che presentano oPla, la sedia fatta di PLA, un acido lattico ottenuto da un particolare processo di fermentazione di risorse naturali contenenti amidi come il granturco, il frumento, lo zucchero. Il come lo scoprirete in sito. Lo studio interdisciplinare progetta sistemi di ottimizzazione del rapporto e distribuzione della natura eco-efficace, con l’obiettivo di non usare materiali non riciclabili. Anche da qui si esce con una mela, il bio-gadget più diffuso in molti stand espositivi lungo tutto il percorso. “The Power of Simplicity” continua con Dom Van Der Laan Meubeldesign, nello studio al piano terra di via Ventura 5, spazio chic, dove tra le altre proposte di designer-vip, spicca il tavolo completamente in legno Floating Table di Ingo Maurer, sorretto da 4 sedie nere estraibili dal piano d’appoggio bianco, di una semplicità commovente e per questo geniale. Andate nell’Autofficina, sempre stipata di giovani, vedrete che tra le altre intuizioni curiose, fa capolino Giacinto, il primo altoparlante fai-da-te in sughero che consente di modulare le frequenze del suono in modo analogico grazie a filtri intercambiabili, fatti da diversi materiali fonoassorbenti. C’è un collettivo anticrisi, Ventura Warehouse, che raccoglie 51 designer in un capannone industriale in via Oslavia all’8, anche giovanissimi, anche neodiplomati. Ciascuno espone due oggetti su scaffali metallici che si estendono nello spazio. I talenti italiani li trovate sparsi ovunque e numericamente superano gli olandesi. In via Oslavia 3 c’è il “Padiglione Italia”, eco-concettuale, con 17 designer che declinano il tema del cibo come materia prima ed elemento fondamentale del processo creativo. Fate una pausa nell’officina Ventura At Work, punto di ristoro in cui Piet Bergman, chef creativo che punta sul naturale di qualità e sull’allestimento di uno spazio ristoro brutalista, ma di grande impatto scenografico. Qui impossessatevi del quotidiano del quartiere Ventura today, dove sono segnalati eventi e mostre in un tabloid di 10/12 pagine, pubblicato dagli editori dell’olandese DDV Tabloid. A voi la scelta: qui, tra tre collettive, design-artigianato fuori dal sistema commerciale, ecosostenibile, food e relax, music party, è tutta un officina creativa, che pulsa di energia in cui la speranza di un futuro migliore è la protagonista. (Jacqueline Ceresoli)


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