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Era stata presentata lo scorso maggio al MAXXI, oggi si aprono ufficialmente le danze. Stiamo parlando di “Icastica” la prima manifestazione dell’arte tutta in rosa, che dal visivo alla performance, dalla musica al teatro, renderà la città di Arezzo un palcoscenico aperto per i prossimi 90 giorni circa, con la partecipazioni di nomi come Mona Hatoum, Marina Abramović, Yoko Ono e Kaarina Kaikkonen o, per quanto riguarda la dimensione della scena più teatrale arriveranno Emma Dante, Monica Guerritore, Isabella Rosselini. Intitolato “Glocal woman”, in città saranno presenti 40 artiste, provenienti da disparatissimi Paesi del mondo, che saranno via via “distribuite” in 20 location differenti in città. La sezione Arte, curata da Fabio Migliorati, vede un’installazione di abiti della Kaikkonen, declinata in nero sotto le logge vasariane e che diviene cromatica in piazza della Libertà, mentre alla casa del Vasari è presente la più discussa performer degli ultimi anni, la grande Abramović, con The Communicator, i sei calchi di testa che portano su di se pietre e cristalli, viste l’ultima volta in Italia al PAC di Milano, che si confrontano con il corpus autografo di documenti e lettere dell’autore delle Vite de’ più eccellenti pittori. Per Alicia Martin c’è piazza Sant’Agostino, mentre grandi presenze sono anche alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, dove si alternano la greca Nina Papaconstantinou, Raedah Sa’aden, Shirin Neshat, la giovane italiana Tamara Ferioli e Tania Bruguera, solo per citare alcuni nomi. «”Icastica” non è un tentativo di stabilire a tavolino quote rosa, e nemmeno un omaggio. Semplicemente una presa d’atto, una considerazione che la donna da oggetto della rappresentazione artistica è diventata soggetto di produzione artistica. Un’espressione artistica paritetica espressa anche dai prezzi di mercato delle opere di queste artiste, che va detto, hanno collaborato per buona parte a titolo gratuito» ha spiegato Pasquale Macrì, primo organizzatore della nuova Biennale e Assessore alla Cultura di Arezzo. Per una manifestazione che è costata qualcosa come 290mila euro, e di cui il 90 per cento delle spese è stato coperto da sponsorizzazioni private. Un inizio ottimale per tessere un nuovo filo dell’arte in quella toscana prodiga di contemporanea: «Siamo partiti da Louise Bourgeois, dalla donna ragno. Noi quel filo l’abbiamo preso e abbiamo deciso di svilupparlo in tutti i continenti. Forse quello che ha appassionato le artiste è anche questo aspetto» ha dichiarato ancora l’Assessore Macrì. Un aspetto che, ci sono ottime probabilità, appassionerà parecchio anche il pubblico.











Interessanti queste news visto che poi sono donna e artista, ma non c’è la possibilità di conoscere attraverso i vostri canali quando vengono organizzati questi festivals con le modalità di partecipazione ecc.?
grazie
donatella
Cara Donatella, spesso segnaliamo iniziative, premi, bandi e concorsi per artisti attraverso le nostre speednews. Alcune manifestazioni non si costruiscono per bandi, ma le call libere più interessanti le troverà sempre annuciate da Exibart. Saluti