14 giugno 2013

Sessanta sculture a Racconigi. Al via domani alla Biennale piemontese, in dialogo tra “Natura e Immaginazione”

 

di

Igor Mitoraj, Gambe alate, 2002, bronzo cm 475x238x215 Giò Pomodoro, Contatti Tenaglia, 1970, bronzo, cm 203x165x1

Sono Eliseo Mattiacci e Igor Mitoraj, Pietro Consagra e Giò Pomodoro, Jaume Pensa e Robert Schad alcuni tra i tantissimi, ed eterogenei, artisti che domani aprono la nuova edizione della Biennale di Racconigi. All’interno del Real Castello torinese la manifestazione, a cura di Claudio Cerritelli, quest’anno avrà come titolo “Pensare lo Spazio: dialoghi tra Natura e Immaginazione”
Fino al 13 ottobre le sculture ospitate, di grandi dimensioni, saranno 62, provenienti dalla produzione di artisti italiani, spagnoli e tedeschi, in un intreccio multigenerazionale e dalla vocazione internazionale e un occhio alla storia del Belpaese: nei locali sottostanti la serra della Margaria sarà presentata una sezione storica di scultori operanti nel secondo dopoguerra in Italia. E poi il parco, con la sua storia e una serie di dialoghi tra l’arte e la natura, che continuamente racconterà il rapporto tra l’uomo e lo spazio, attraverso alcuni lavori particolarmente delicati ad altre opere più monumentali, secondo l’approccio di ciascun artista con i materiali lavorati e con il contesto. In un confronto totale con la Reggia di Racconigi, venduta allo Stato italiano nel 1980 da Umberto II e riaperta ufficialmente nel 1994, una delle residenze sabaude meglio conservate in Italia. 

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