20 settembre 2013

Tenuta dello Scompiglio, volume secondo. Con la nuova vita, tutta acustica, di Roberto Pugliese

 

di

Un'installazione di Roberto Pugliese
Opening per il secondo anno di attività allo SPE, Spazio Performativo ed Espositivo della Tenuta dello Scompiglio, che scegli il lavoro del giovane Roberto Pugliese, classe 1982, di Napoli, a indagare le ““Emergenze acustiche“”, con la cura di Angel Moya Garcia.
Quali sono le relazioni che intercorrono tra spazio, suono e individuo? A partire dalla “Teoria generale dei sistemi”, di Ludwig von Bertalanffy, per cui i diversi fenomeni che riguardano l’uomo, dalla società all’economia, all’ambiente, devono essere in relazione tra loro, Pugliese realizza una grande installazione sonora in cui 80 tubi di plexiglass “suonano” suggerendo le connessioni tra diverse parti della tenuta, facendo immergere lo spettatore a diventare sia i fruitori dell’esperienza e, attraverso il movimento continuo, a realizzare il proprio luogo. 
E proprio come nella teoria dello studioso dei sistemi, anche in questo caso tutti i componenti vengono adottati dall’artista per ideare una sorta di “”tessitura di suoni”” sulla realtà dello Scompiglio. L’inserimento di dati numerici, derivati dalle attività culturali e didattiche, dalla produzione di vino, olio e miele, dal cippato di legna, dall’orto biodinamico o dalla produttività della cucina, in un software realizzato ad hoc e costituito da una serie di processi genetici, costituisce la base per una composizione elettroacustica che si dilata per tutto lo spazio espositivo. Mettendo lo spettatore nelle condizioni, in un senso molto concreto, di creare il proprio universo.

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