12 dicembre 2013

La GNAM va a scuola, con il liceo Righi di Roma. E insegna la passione per il “viaggio” dell’arte

 

di

Alfredo Pirri, Passi. Roma, Gnam. Foto di Fabrizio Florian
Galeotto è stato il riallestimento della Galleria in occasione del suo centenario, nel 2011. E così la GNAM ha dimostrato che si può fare didattica in una maniera seria e vera, decisamente lontana da quella didattica “politica” dell’arte che porta intere classi al cospetto di intere quadrerie in musei e pinacoteche di tutto il Paese perché è quasi, militarmente, il dovere di un bravo cittadino essere “informato” dei Beni Culturali del Paese. 
La GNAM e il Liceo Righi hanno osato di più: si sono inventati una “Collezione di sabbia. Un percorso tra scuola e museo”, ispirata alle parole di Italo Calvino, dove il collezionista è impersonato da ogni singolo studente, che ha potuto realizzare un lavoro mettendo in una valigia (quella “valise” cara anche a Duchamp) tutta la propria voglia di raccontare una personalissima Galleria d’Arte Moderna.
A cura di Barbara Goretti, coordinato dalla professoressa Annamaria Mannarino, il progetto del Liceo scientifico e del museo è riferimento e pretesto per discutere sulla necessità innata dell’uomo di collezionare, mettere insieme, raccogliere e per riflettere sul senso che questo processo acquisisce sia nel quotidiano delle nostre esistenze che nell’esperienza collettiva e quindi pubblica: poiché la collezione permanente è l’anima di qualsiasi istituzione museale, essa è stata al centro dell’esperienza didattica.
Sabato tutte le valigie si potranno aprire, visionare e “utilizzare” in base alle indicazioni date sul proprio lavoro da ogni studente: ogni valigia corrisponderà ad un viaggio, quello che ha portato anche al dipartimento educativo del museo, in collaborazione con la scuola, la convinzione che la comprensione dei linguaggi espressivi contemporanei contribuisca in maniera essenziale alla formazione intellettuale e personale di chi vi si avvicina.

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