Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
L’iniziativa, se così si può definire questa strana riffa dell’arte, era stata promossa online, attraverso un sito che già nella dicitura raccontava bene di che si trattava: 1picasso100euro.com.
L’opera, Man in the opera hat, del 1914, è stata messa in vendita dal nipote dell’arista, Olivier, per supportare l’Aist, Associazione per la salvaguardia della città libanese di Tiro, fondata dai Fenici e patrimonio mondiale dell’umanità, tutelata dall’Unesco.
Ecco così che qualcosa che sono stati staccati biglietti per qualcosa come 3milioni e mezzo di euro, del valore cento euro l’uno, venduti in tutto il mondo grazie al “rumore” che la parola Picasso ha provocato con l’idea di possedere un tesoro milionario (il dipinto è stimato proprio un milione di euro) con poche decine di banconote, grazie all’aiuto di Sotheby’s che a Parigi ha estratto il biglietto vincente del tesoro.
Ad avere la meglio dalla fortuna è stato un ragazzo di 25 anni della Pennsylvania, tale Jeffrey Godano, impiegato in una compagnia di sistemi antincendio che ha dichirato: «Stavo cercando opere per arredare casa, e così ho tentato la fortuna». Che aiuta gli audaci, come sarebbe piaciuto all’irriverente Maestro cubista: «Mio nonno sarebbe stato felice» ha dichiarato il Oliver Picasso.










