06 febbraio 2014

Art Rotterdam, dove il mercato cresce. Al via la 15esima edizione della fiera olandese, a secco di partecipazioni italiane

 

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Art Rotterdam
Certo, non si tratta di numeri da capogiro, ma quantomeno importanti. Con 114 gallerie partecipanti di cui la metà provenienti da altri Paesi, debutta oggi a Rotterdam, seconda città dell’Olanda, la quindicesima edizione della sua fiera d’arte. 
Impressionante il numero di spazi provenienti dal vicino Belgio, ma anche da Germania e dalla stessa Olanda, ovviamente, che quest’anno hanno trovato sede in due padiglioni rinnovati dalla celebre ex fabbrica di Van Nellefabriek. 
Una fiera in crescita, dove la neonata sezione video dello scorso anno, “Projections”, quest’anno incrementa la sua “proiezione”, portando a 19 i partecipanti ufficiali, mentre la sezione “New Art”, dedicata alle gallerie giovani, passa dalle 15 presenze dello scorso anno a 25 partecipanti. 
E anche la “Main Section” aumenta di una decina il proprio numero.
Fons Hof, direttore della kermesse, ha parlato di un «importante palcoscenico per la giovane arte internazionale, con una base di gallerie più consolidate che danno sostegno alla fiera».
C’è in effetti qualcosa di particolare buon auspicio tra le pareti di Art Rotterdam: basta pensare che i vincitori del Turner Prize degli ultimi due anni, Laure Prouvost (vincitrice nel 2013) ed Elisabeth Price (premio nel 2012), avevano debuttato proprio alla fiera nel 2010, ancora quasi sconosciute, con la Galerie MOT-International. Stessa storia per Oscar Murillo, i cui prezzi sono saliti alle stelle negli ultimi due anni, che aveva debuttato a Rotterdam con un solo show due anni fa, e anche per Ryan Trecartin, una personale con la New Galerie di Parigi nel 2012 e l’anno scorso niente meno che alla Biennale di Venezia.
E chissà che tra i 92 artisti che hanno ricevuto un contributo dal Fondo Mondriaan nel 2012 per iniziare la loro carriera, in mostra a loro volta negli ambienti del Van Nellefabrieck, non possa nascondersi uno sconosciuto di grande successo. 
In bocca al lupo, anche all’Italia. Completamente assente dalla manifestazione, ad esclusione dell’unico che di italiano porta origini e cognome celebre: Mario Mazzoli da Berlino.

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