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“5Vie” si rilanciano come Marais milanese: il nuovo distretto del Fuorisalone quest’anno è intorno a via Bocchetto, Bollo, Santa Marta, Santa Maria Fulcorina e Santa Maria Podone, comprese tra piazza Cordusio e Sant’Ambrogio, dove si trovano piccole botteghe di artigiani, antiquari, atelier, trattorie storiche, eleganti showroom e palazzi storici che per l’occasione hanno aperto le porte al design, all’arte e alla cultura. L’obiettivo condiviso con gli abitanti del quartiere è di valorizzare un’area dal cuore antico ma con l’animo moderno. Tra i fondatori del progetto 5Vie c’è l’adrenalinico Emanuele Tessarolo, antiquario giramondo, ma fedele al suo quartiere, Andrea Clementi e Alessia del Corona Borgia, determinata ideatrice dell’Associazione NetworkingMilanoGiovani. In Santa Marta al 19/A scoprite lo showroom di BDDW, piccola azienda di Tyler Hays, pittore e scultore diventato famoso per mobili fatti a mano di fattura tradizionale di legno massiccio e rifiniti con lacche e olii naturali. Al 14, sempre di via Santa Marta, è interessante Studio98, gestito da donne, dove lavorano 4 architetti e un art director, mentre al 21, superate un androne dipinto di rosa acceso e entrate in un cortile interno labirintico che sbuca in via Nerino 8. Non perdete l’occasione di fare un tour nelle botteghe che caratterizzano il distretto. Con le strade chiuse al traffico fino alle 22, riprendere il possesso delle 5 vie è un sogno per i mondani milanesi e i curiosi transnazionali, che ieri hanno deambulato da una via all’altra alla ricerca di drink e musica, mentre nell’aria si respirava l’entusiasmo di condividere il piacere di vivere uno dei quartieri più suggestivi della città, che di solito non è frequentato se non dagli abitanti, che sono stati tutti solidali e promotori del progetto di portare qui il Fuori Salone. Al 18, nell’aulico edificio che ospita la Società di Incoraggiamento Arti e Mestieri, fanno capolino al piano terra abiti di scena “scultorei” realizzati dall’Accademia del Teatro della Scala, maestosi protagonisti della mostra “Primedonne”. Attraversate la strettissima via Bagnera, dove c’era la casa di Antonio Boggia, detto il mostro perché a metà Ottocento commise quattro omicidi: date un occhiata ai murales di questo luogo “sinistro” e vi stupirà l’installazione strong del movimento E IL TOPO. La folla, per lo più di giovani stranieri, conclude il tour in piazza Affari, all’ombra dell’opera L.O.V.E di Maurizio Cattelan, che è stata trasformata per l’occasione in una grande pista da ballo con tanto di orchestra di liscio per la festa di Stefano Saletti che ha prodotto gadget in versione boule de neige del “ditone della discordia”, a prezzi intorno ai 20 euro, mentre intorno baracchini di panini griffati di Maestro Martino, l’associazione presieduta da Carlo Cracco. Qui gli affari d’oro sono assicurati! (Jacqueline Ceresoli)










