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Nel cuore dell’oltrarno, in via Maggio, strada storicamente vocata all’antiquariato che da qualche anno accoglie però anche gallerie di tendenza, si apre ufficialmente oggi il nuovo spazio della Tornabuoni Arte, ampio e arioso, disposto su due piani, vocato all’arte strettamente contemporanea.
Lo scopo di Roberto Casamonti è quello di presentare e promuovere artisti giovani non ancora molto conosciuti ma meritevoli, con mostre personali e collettive. Espressioni contemporanee è il progetto in corso e prevede cicli di “mini personali” e per la mostra di esordio sono stati scelti Francesca Pasquali, Enrico Benetta e Luigi Carboni, tre artisti molto diversi tra loro ognuno dei quali con caratteristiche piuttosto singolari.
Francesca Pasquali propone una serie di opere fresche e colorate realizzate con materiali industriali di vario tipo – pvc, gommapiuma, setole sintetiche, palloncini, cannucce – che intreccia in griglie precostituite creando composizioni fitomorfiche che richiamano alla mente certe esperienze di Pino Pascali indimenticato e indimenticabile protagonista dell’arte degli anni Sessanta. Il fruitore davanti a una di queste opere è tentato di toccarla per entrare in diretto contatto con la materia poiché la superficie appare vibrante e stimola il tatto.
Le lettere dell’alfabeto, carattere Bodoni, sono la cifra stilistica di Enrico Benetta che realizza le proprie opere con “confusi” ammassi di lettere in acciaio corten che sfuggono, corrono, escono anche fuori dall’opera e che si caratterizzano per l’eleganza della composizione apparentemente casuale che assumono. Nelle opere da parete l’assemblaggio delle lettere si amalgama con sfondi dai colori più o meno tonali mentre quelle più strettamente tridimensionali hanno una struttura architettonica che in qualche modo contiene le lettere e ne delimita lo spazio.
Le opere di Luigi Carboni sono in genere incentrate su una base geometrica alla quale si sovrappongono elementi decorativi floreali o animali che intensificano il disegno di base e lo rendono più denso e compatto. Il colore, prezioso e materico, steso tono su tono, è soggetto ai giochi di luce che rendono l’opera talvolta cangiante e misteriosa e che ne sottolineano la matericità e lo spessore.
La sfida di Roberto Casamonti, dopo l’apertura dello spazio del lungarno Cellini – un vero e proprio spazio museale – dedicato all’arte del Novecento ormai storicizzata, è quella di puntare sui giovani artisti per approfondire e per stimolare la ricerca contemporanea. (Enrica Ravenni)










