04 luglio 2014

Premio Pascali, domani la consegna a Fabrizio Plessi. Ma ecco come sarà l’installazione dell’artista al museo di Polignano

 

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Fabrizio Plessi, installazione al museo Pino Pascali di Polignano
Potrebbe suonare come anomala la scelta di assegnare il Premio Pascali 2014 a Fabrizio Plessi, almeno stando alle presenze che si sono intervallate nelle ultime edizioni del premio promosso dalla fondazione che ha sede a Polignano a mare, paese natale del grande Pino. Dopo Jan Fabre, fratelli Chapman, Bertozzi & Casoni e Mat Collishaw, giusto per citare a memoria alcuni tra i protagonisti della storia recente del premio, arriva un omaggio alla carriera di un maestro che ormai è entrato nelle pagine della storia dell’arte contemporanea italiana. Quindi non più un artista mid career o un giovane già consolidato, ma un artista di ormai lungo corso, vista la sua lunga militanza nei territori del video e del virtuale. 
Secondo la commissione, composta quest’anno dai critici Marco Senaldi e Marco Tonelli, insieme alla direttrice del museo Rosalba Branà, «Fabrizio Plessi, uno dei primi sperimentatori della video art in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta e da sempre protagonista sulla scena internazionale come ideatore di coinvolgenti e spettacolari videosculture e videoinstallazioni ambientali, non ha mai nascosto il suo debito di formazione verso l’opera di Pino Pascali e l’elemento dell’acqua, che in Plessi è diventato un suo segno distintivo». L’elemento primigenio è difatti al centro della grande installazione ospitata nel salone centrale del museo: due lunghe “vasche” – che contengono decine di schermi di alta tecnologia – ospitano flussi continui di acqua virtuale. Al termine ci sono due “totem” con diversi schermi che invece ospitano delle grandi cascate, simbolo, ancora una volta, di rigenerazione. Il suono dell’acqua invade il salone affacciato sul mare amato da Pascali, in questo omaggio allo straordinario artista che ci ha lasciati nel 1968. Non c’è altro, il museo volutamente si è concentrato su un solo progetto installativo, come emerge anche dagli scatti di Aurelio Amendola pubblicati nel piccolo catalogo progettato graficamente da Nicola Miulli, che si conferma un raffinato designer. Info: www.museopinopascali.it. (Lorenzo Madaro)

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