04 settembre 2014

Da carcere a museo, in mezzo al Mediterraneo. A Lipari arriva una collezione d’arte contemporanea molto ispirata

 

di

FABRIZIO PLESSI, Digital Boat, barca in legno d'abete (2012)
Ci sono Matteo Basilé, Tahar Ben Jelloun, Ettore de Conciliis con Alex Caminiti, Teresa Emanuele, Ernesto Lamagna, Igor Mitoraj, Piero Pizzi Cannella, Fabrizio Plessi e Maurizio Savini. È la prima infornata d’arte contemporanea a Lipari, in quelle che erano le ex carceri della piccola isola delle Eolie, nel cuore del mar Tirreno, che diventeranno un polo permanente per l’arte.
L’occasione per presentare l’evento è il Festival “Segni e sogni del Mediterraneo” che inaugurerà domani come primo step di “Mare Eolie”, progetto biennale proprio intorno all’arte contemporanea. I dieci artisti hanno donato le opere tutte concepite ispirandosi al genius loci del luogo e alcuni pezzi sono veri e propri site specific. L’esposizione nelle Ex Carceri sarà anche un’anteprima della grande mostra “Mare Motus. Eolie 1950/2015” – a cura di Lea Mattarella e Lorenzo Zichichi – in programma nella primavera del prossimo anno.
Ma c’è dell’altro: da domani e per due giorni sull’isola si terranno una serie di talk moderati dallo scrittore Tahar Ben Jelloun, dove si confronteranno critici d’arte, giornalisti di settore, esperti di case d’asta e gli stessi artisti che all’iniziativa hanno destinato le proprie opere.
Dopo Vulcano, dove Fiorucci ha destinato le sue estati dell’arte molto trendy, con Vulcano Extravaganza, anche nell’isola accanto si muove qualcosa. Forse un po’ più istituzionale, ma dall’indiscutibile fascino che può esserci in un museo in mezzo al mare. 

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