05 settembre 2014

Festival del Cinema/ Microvisioni – “Patria”: l’Italia del miracolo economico e dello sboom vista dall’alto di una gru a Torino

 

di

Patria, di Felice Farina
In realtà nella mia testa Patria è la continuazione della sequenza di Petrolio nel film di Ferrara. Questa volta a ricevere la fellatio degli applausi del pubblico della mostra del cinema, che sicuramente non sale sulle ciminiere, sono gli operai dell’AGM. Il film, diretto da Felice Farina, ispirato al lungo saggio omonimo di Enrico Deaglio, pubblicato dal Saggiatore nel 2012, racconta l’inizio delle proteste sulle ciminiere, che hanno costellato gli ultimi due anni, per finire stritolate dalle ulteriori leggi di liberalizzazione del mercato del lavoro. Appare quindi un film necessario nella misura in cui è in ritardo. Ottimo il montaggio, bella la prova degli attori, a meno degli effetti speciali. Viene da domandarsi se almeno questo omaggio ai Cipputi d’Italia poteva suonare un po’ meno falso con un paio di catene di sicurezza per ancorare gli attori sulla torre invece di sbatterli davanti a una bella foto di una Torino abbandonata, dove trovi la tua macchina scassata. Ecco, il tono un po’ ridicolo, che è fatto per incitare passione civile e partecipazione emotiva, montata dopo  la sequenza di Ferrara tratta da Petrolio, è oscena non fa ridere ed è debole. 
Meglio, molto meglio, leggere il saggio. Per capire, come mi ha detto durante una chiacchierata Enrico Deaglio, prima della legge Fornero, che sono finite le noccioline. (Irene Guida)

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