15 novembre 2014

Cristiana Collu: basta con la direzione del Mart. L’annuncio dalle pagine di Repubblica

 

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Sarà una data molto particolare il prossimo 31 gennaio. Perché? Perché per l’ennesima volta uno dei musei d’arte contemporanea  più importanti d’Italia perderà il suo direttore, con tutte le conseguenze del caso. La mannaia stavolta si abbatte sul Mart di Rovereto, con la direttrice Cristiana Collu – indicata tra i papabili direttori del prossimo Padiglione Italia alla Biennale, soppiantata da Vincenzo Trione nominato la scorsa settimana – che ha annunciato le sue dimissioni in un’intervista a Dario Pappalardo, sulle pagine di Repubblica.
In realtà non si tratta di un vero e proprio addio prima del tempo, ma della fine del contratto triennale che Collu ha avuto con il museo trentino, che la direttrice non rinnova: “Per una sorta di indefinitezza sul futuro, condizione che rende poco interessante l’attività di una professionista”. Come dare torto alla giovane Cristiana, passata dal rendere il Man di Nuoro un museo di eccellenza, unicum in un luogo difficile come la Sardegna, a doversi confrontare con il post Gabriella Belli a Rovereto, e la riapertura della Civica di Trento lo scorso anno, con gli stessi fondi del Mart.
Della sua futura carriera Cristiana Collu, in realtà,  non sembra molto preoccupata: le sue scelte anche coraggiose, e sempre giustificate, le hanno portato una profonda credibilità non solo a livello nazionale. Quello che resterà vacante è la testa del Mart, già entrato recentemente nella nuova era della Presidenza dell’imprenditrice locale Ilaria Vescovi, sulla cui figura dalle parole dell’intervista, cala qualche ombra. Insomma, tutto da rifare. E come recita il titolo della mostra in corso a Rovereto “La guerra che verrà non è la prima”. Figuriamoci l’ultima!

1 commento

  1. Indefinitezza e indifferenza per questo direttore, come per quelli di altri musei italiani, dipendono ancora da un sistema dell’arte italiano autoreferenziale e che mantiene un gap e uno scollamento con le persone normali e il pubblico vero. Ma mi chiedo chi fosse il direttore del Mart? La Collu o il cda del museo? Chi dovrebbe, anche con poche risorse imprimere un progetto? Ho la sensazione che le situazione di mambo, madre, pecci, maxxi ecc, non siano così diverse.

    CHE FARE? Tra dicembre e gennaio, nel nostro piccolo, tenteremo di rispondere a questa domanda:

    – come fatto in questi 6 anni si tratta di stimolare un confronto critico vitale e leale. Quindi tentare di evidenziare il valore oggi dell’opera d’arte. Poi servono divulgatori che riportino tale valore al pubblico, per avere un pubblico minimamente vasto. Pubblico siginifca anche attenzione delle politica.

    – divulgazione per il pubblico (fatta bene) e formazione nuova per artisti, critici e curatori. In questo momento tutto è affidato all’improvvisazione e a scuole d’arte che definire vetuste significa usare un eufemismo.

    – riflessione profonda sul linguaggio per superare modernismo, post moderno, post produzione. Segnalo Il Radicante di Bourriaud e Antifragile di Taleb.

    Siete tutti invitati a partecipare: https://www.facebook.com/events/389964227822378/?pnref=story

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