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Era stato tra i compagni di Andy Warhol nella sua Factory, ma prima ancora aveva avuto come compagni di viaggio William Burroughs, a cui aveva dedicato una serie di opere che scandalizzarono l’opinione pubblica statunitense negli anni Cinquanta. Parliamo di Wynn Chamberlain, artista americano che si era trasferito in India nel 1972. E proprio da New Delhi arriva la notizia della sua scomparsa, a 87 anni.
Collaboratore con il Living Theater insieme a Julian Beck, Sam Shepard e Sally Stokes, sposata nel 1965, l’artista si era negli anni impegnato politicamente contro la guerra in Vietnam e contro il mondo occulto dei mass media e della pubblicità, attività che culminò con il documentario Brand X del 1969, in cui raccontava del “brain-washing” della propaganda, e fu così censurato dall’amministrazione Nixon che l’unica copia rimasta del film fu riscoperta oltre quarant’anni dopo, alla Berlinale del 2011. Un cane sciolto, che scrisse di allucinazioni dovute all’Lsd, che visse per dieci anni in Marocco e abbraccio in anticipo sui tempi la spiritualità indiana.


















