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La 48esima giornata mondiale della Pace ricorrerà il prossimo 1 gennaio. E in anticipo sui tempi Papa Francesco ha già lanciato un messaggio: «Non più schiavi ma fratelli, bisogna globalizzare la fraternità».
Peccato però che il Pontefice, durante queste ore, non incontrerà l’ospite d’onore al 14esimo summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, che si apre oggi a Roma, all’Auditorium. Chi? Il Dalai Lama. Pare che il Vaticano non voglia incrinare i rapporti con la Cina, ma fatto sta che la fratellanza, da queste parti, sembra un po’ un concetto labile.
Il sindaco Ignazio Marino, in Campidoglio, invece l’ha buttata un poco più sull’etico: «Mi sento onorato di riprendere la tradizione di ospitare a Roma il summit dei premi Nobel per la pace, anche se lo faccio con un velo di tristezza perché quest’anno l’iniziativa era stata organizzata a Città del Capo, poi il governo sudafricano ha rifiutato il visto al Dalai Lama e gli altri Nobel hanno deciso di non recarsi lì se non sarebbero potuti entrare tutti».
Da Città del Capo, e in onore di Nelson Mandela (protagonista del summit, che abbiamo ricordato anche noi con la “foto del giorno” a un anno dalla sua scomparsa) arriverà invece il sindaco della città africana, Patricia De Lille, non d’accordo con le autorità governative del Paese: «Come sindaco inviterò di nuovo i Premi Nobel, fino a quando il Governo Centrale non si renderà conto». Viva la pace, insomma. E viva la coerenza delle prediche fatte bene, e non razzolate male.










