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Un po’ strano inaugurare una galleria d’arte con una mostra non dedicata a un artista ma ad un gallerista, non trovate? Ma se questo gallerista si chiama Plinio De Martiis allora le cose cambiano. Se poi lo spazio che ospita la nuova “Art House” di Bagno Vignoni, in provincia di Siena, è proprio la casa dove aveva abitato De Martiis, che visse in Val d’Orcia negli ultimi anni della sua vita, allora non c’è che dire: un tributo necessario.
E così, domenica mattina, il nuovo spazio toscano vedrà la luce ripercorrendo le scelte coraggiose e lungimiranti di un gallerista dalla profonda carica innovativa, grande sperimentatore nell’ideare e organizzare eventi espositivi, in una mostra intitolata “Io e Plinio, il saluto”, a cura di Mario Pissacroia.
Romano di adozione (era nato nel 1920 a Giulianova, in Abruzzo), De Martiis aveva fondato nel 1954 la Galleria La Tartaruga. Fotografo appassionato, aveva lavorato anche come reporter per L’Unità e Il Mondo, prima di rivoluzionare il mondo dell’arte italiano portando, per la prima volta nella penisola, l’arte astratta americana.
“Premio Michetti alla Carriera” nel 2003, nel 2007 l’Abruzzo aveva voluto omaggiarlo con una grande mostra alla sua memoria, così come domenica insieme alla figura del gallerista rivivrà anche la musica di Luciano Berio, che alla Tartaruga aveva più volte suonato fino alla sua chiusura, nel 1984, con le opere di Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Ennio Calabria, Tommaso Cascella, Tano Festa, Franco Fontana, Sergio Lombardo, Robert Mapplethorpe, Sebastián Matta, Carlo Mattioli, Gastone Novelli, Achille Perilli, Gerhard Richter, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ugo Sterpini. Per ricordare un gallerista con le intuizioni dell’artista.
(Nella foto Pino Pascali con il suo Colosseo, alla Tartaruga)








