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La Casaforte S.B. è uno spazio molto particolare. È sì un B&B ma anche un territorio di ricerca che si incastona perfettamente all’interno dei Quartieri Spagnoli di Napoli, diventando così uno scalo per idee e progetti d’arte contemporanea. Casaforte ingloba – o viene inglobata, dipende dai punti di vista – anche parte del chiostro della chiesa della Santissima Trinità degli Spagnoli, luogo di culto del XVI secolo, ed è proprio questa stratificazione tra antico e contemporaneo a rendere ancora più interessante l’intero concept seguito dai proprietari dello spazio, Antonio Sacco e Valeria Borrelli. Ed è in un ambiente del genere che trova terreno fertile Bite the Saurus, un progetto di ricerca curatoriale diretto da Dalia Maini e Vincenzo Di Marino che, in questa occasione, dopo Luca Staccioli e Roberto Casti, portano sul territorio napoletano una personale della giovane artista torinese Giuliana Rosso dal titolo “A Creepy and Holy Jingle (Un timoroso e Sacro Tintinnio)”.
Attraverso l‘articolato linguaggio della pittura, l’esposizione porta il pubblico a esplorare i diversi concetti connessi alla natura più profonda dell’animo umano, come può essere l’idea del surreale nel quotidiano, del grottesco e del folklore, sino ad arrivare allo stretto rapporto di convivenza tra il tragico e l’onirico. È proprio partendo da questi concetti che l’artista costruisce la pittura per questa personale, compiendo innanzitutto uno studio approfondito sulle diverse figure della tradizione popolare napoletana: janare, streghe, spiritelli e altre creature sovrannaturali che da sempre abitano la psiche degli uomini. Da questo primo studio, Rosso fa partire un secondo filone di ricerca, incentrato sulla spazialità dell’architettura e affrontato con grande creatività, anche grazie alla disseminazione di elementi che rimandano alle tenebre e alle superstizioni.
I dipinti in mostra, per la maggior parte di piccole dimensioni, sono caratterizzati anch‘essi da una figurazione fantasiosa dalle atmosfere tenebrose, i cui colori dai toni ombrosi, stesi in maniera pastosa e materica, ricordano per certi versi le illustrazioni dell’artista americano Tim Jacobus, famoso in Italia per le copertine cult della collana Piccoli Brividi. Di grande effetto Danza sull’erba, installazione pittorica site specific in cui l’immagine del cosiddetto Munaciello, lo spiritello della tradizione napoletana, sembra voler dialogare con lo spazio e con il pubblico, trasmettendo un forte senso di dinamicità e relazione. (Emanuele Castellano)
In home e in alto: foto di Danilo Donzelli












