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In principio era l’androide, struttura meccanica animata dall’elettronica ma difficilmente distinguibile dagli esseri umani. Poi è venuto il cyborg, ibrido tra organismo biologico e protesi artificiale. Infine, la superfetazione dei dati digitali, il virtuale innestato sulla fisicità dei corpi. Su questi continui spostamenti della linea di confine tra uomo e tecnologia, mappati dalla ricerca artistica, si sviluppa il programma della prima edizione di Robotics-Festival di Arte e Robotica, festival dedicato al tema Digital Nature, ideato da Maria Campiteli in collaborazione con Valentino Catricalà in corso a Trieste, fino al 28 novembre. Punto focale è la mostra, a cura di Campitelli e Catricalà, che riunisce più di quaranta artisti del panorama internazionale, negli spazi della Centrale Idrodinamica nel Porto Vecchio, tra i quali gli italiani Paolo Gallina e i suoi allievi, Donato Piccolo, Roberto Pugliese, Simone Pappalardo, Dario D’Aronco, Christian Fogarolli, Alessandro Sciaraffa, Luigi Pagliarini, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, Mat Toan. La collettiva include, inoltre, gli artisti del Gruppo78 – che promuove il Festival – e presenta l’opera vincitrice dell’open call che ROBOTICS ha voluto riservare agli under 25: Il peso di tutto quello che non c’è, installazione immersiva di Iolanda Di Bonaventura.
Dopo Copacabana Machine Sex, lo spettacolo di burlesque meccanica di Bill Vorn che ha aperto il festival, il programam prosegue tra le tante lecture di studiosi, ricercatori e docenti universitari, come Pier Luigi Capucci, Paolo Gallina, Giuseppe O. Longo, Eric Medvet, Paolo Atzori, Giovanni Leghissa, Giorgio Cipolletta, per approfondire le tematiche affrontate dagli artisti, come intelligenza artificiale, post-umano e scenari del futuro.
Al museo Science Centre Immaginario Scientifico si svolge, invece, un workshop con visori 3D destinato a ragazzi, oltre alla video-performance Replay, di Guillermo Giampietro. In collaborazione con il Centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground vengono proiettate celebri pellicole di fantascienza sull’intelligenza artificiale, umanoidi e post-umano. Gli eventi collaterali coinvolgono anche la Casa Internazionale delle Donne di Trieste, l’hackerspace Mittelab, CASA C.A.V.E. e BoArt di Bologna al Punto Giovani e al Kulturni dom di Gorizia.
Qui il programma completo.
In home: Roberto Pugliese
In alto: Bill Vorn












