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È scomparso domenica, 18 novembre, a 63 anni, Carlo Santamaria, gallerista scrupoloso e dal gusto ricercato, attento alle ultime tendenze del contemporaneo, fondatore, insieme a Umberto Raucci, della Galleria Raucci/Santamaria di Napoli, uno spazio frequentatissimo, da sempre aperto alla grande arte internazionale e alla sperimentazione. Santamaria, nato a Napoli nel 1955, da un anno combatteva contro una rara forma di cancro e si è spento in un hospice milanese, di fronte all’Istituto europeo oncologico.
La prima sede espositiva aprì nel 1992, in un palazzo storico di Piazza Santa Maria la Nova. Gli anni ’90 furono pienissimi di soddisfazioni, con mostre di artisti allora emergenti, del calibro di Mat Collishaw, Eva Marisaldi, Maurizio Cattelan, David Robbins e Miltos Manetas. All’attività in galleria, Raucci e Santamaria affiancavano anche una intensa programmazione esterna, con mostre alla Reggia di Caserta e al Museo di Fotografia di Modena. Dal 2004, la Galleria Raucci/Santamaria si spostò negli spazi più ampi di Corso Amedeo di Savoia, a metà strada tra il Museo Archeologico e il Museo di Capodimonte.
La prima mostra del nuovo corso fu dedicata a Ugo Rondinone e, poco dopo, le prime collaborazioni con il museo Madre, che lo ricorda così: «Un professionista del sistema dell’arte contemporanea, con cui il museo Madre ha avuto numerose occasioni di collaborazione, sia personali che con la galleria che ha fondato nel 1992 con Umberto Raucci. Tra le altre il primo capitolo, nel 2013, di Per_formare una collezione e la mostra personale e il catalogo monografico dell’artista irlandese, residente per molti anni a Napoli, Pádraig Timoney, ospitata nel 2014». Proprio con Timoney fu inaugurata, nel 2016, la seconda sede di Milano, in via Francesco Redi.
I funerali saranno celebrati mercoledì mattina, a San Pasquale a Chiaia.












