Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Un titolo con il piglio di un manifesto programmatico, per la seconda edizione del festival dedicato alle musiche del periodo moderno e contemporaneo al Museo Carlo Zauli di Faenza: “Ossessioni 2018. Concetti sonori per menti libere”. Nato nel 2017 da un’idea di Donato D’Antonio, curatore musicale del museo, musicista e direttore della Scuola Sarti, e di Matteo Zauli, il Festival Ossessioni, spiegano gli organizzatori, «Pone l’attenzione su alcuni elementi tipici delle musiche dei nostri giorni evidenziando legami e relazioni con i compositori che hanno fatto da apripista con le tematiche contemporanee».
Con questo spirito, il 6 e il 7 ottobre, al Museo Carlo Zauli, si alzerà il sipario su un rendez-vous d’eccezione per chi vorrà addentrarsi in una dimensione sperimentale attraverso quattro concerti, tra anteprime e grandi nomi: Campana Sottovoce, prima esecuzione assoluta commissionata dal Festival a Pierluigi Berdondini e Giorgio Colombo Taccani, Vox in Femina, con la soprano Laura Catrani in un dialogo serrato con video proiezioni su partiture di compositori del calibro di, fra gli altri, Berio, Cage, Berberian, Crossover for Flute and Guitar con i musicisti Emilio Galante e Walter Zanetti, Niggunim di Roberto Paci Dalò.
«Ossessioni – ci ha spiegato D’Antonio – è una vera e propria sfida culturale e nasce come costola dell’avanguardia musicale della città di Faenza. Questo piccolo ma ambizioso festival intende, infatti, offrire un’occasione di ascolto alternativo, a cominciare dalla scelta del luogo che lo ospita, utile a riparametrare i propri credo e confini, con lo scopo finale ovviamente di diffondere e valorizzare le musiche contemporanee. Ci tenevo particolarmente che la Sarti, scuola di musica faentina, divenisse promotrice di questa iniziativa, proprio insieme al Museo Zauli, luogo eletto in città a presentare e diffondere le avanguardie, non solo ceramiche. Mentre lo scorso anno eravamo polarizzati sul pianoforte nelle sue sfaccettature esecutive e compositive, in questa edizione non esiste volutamente un filo conduttore, bensì frammenti di realtà differenti, intenzioni espressive alternative, ma tutte ancorate a una forte attenzione e aderenza al testo musicale scritto».
In occasione di Argillà Italia 2018-Festival Internazionale della Ceramica e Mostra Mercato a Faenza, l’indole sperimentale di Ossessioni si è manifestata con Piano Terra, performance al pianoforte di Matteo Ramon Arevalos all’interno dell’allestimento della mostra “Materia Montelupo”, curata da Matteo Zauli.
Qui il programma completo. (Silvia Conta)
In alto: Lorenzo Momoli Gruppo Fotografia Liceo, serata 13.09, Ossessioni














