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Sabato, 29 settembre, alle ore 18, presso la galleria P420, nel cuore della Manifattura delle Arti, inaugura “Islands, Archipelagoes, Constellations. Works on canvas and paper 2006-2018”, personale del pittore statunitense Stephen Rosenthal. Alla galleria bolognese va senz’altro il merito di aver riportato in Italia, dopo alcune parentesi degli anni Settanta, un artista poco noto al pubblico nostrano.
La mostra, dedicata agli ultimi dieci anni della produzione di Rosenthal, è suddivisa in due macro sezioni. Nella prima sala, i monocromi della serie detta “delle isole” (2006-2012) lasciano emergere da chiarissimi abissi marini degli squarci di colore, piccole macchie scure, terre affiorate dal segno pittorico e dalla componente casuale tipica della provisional painting. Nella sala successiva, è possibile osservare i lavori più recenti, una serie di costellazioni «non necessariamente di stelle», come afferma lo stesso autore, porzioni di cieli lattiginosi nei quali segni, macchie, errori e, cosa particolarmente evidente sulla maggior parte delle carte presenti, le cancellature, evidenziano il modus operandi dell’artista che, per descrivere la sua pittura enigmatica cita Dante: «in ogni tela è come se mi fossi perso nella selva oscura».
Il risultato della pittura di Rosenthal arriva dal rimuovere ciò che in precedenza è stato aggiunto con solventi e a colpi di spugna. Strati e strati di leggerissimo “nulla” in un’esposizione che insegna come costruire e distruggere per trovare l’equilibrio giusto nella creazione dei cieli e dei mari. La mostra sarà visitabile fino al 3 novembre. (Vincenzo D’Argenio)
In home: S. Rosenthal, Stellate 6.18, 2017, Bologna. Ph. Carlo Favero














