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È la più importante rassegna dedicata alla fotografia ma si può fare di più. In una lettera aperta pubblicata dal quotidiano francese Libération, un gruppo di 300 artisti, intellettuali, critici d’arte, scrittori e direttori di musei, si è scagliato contro le disparità di genere dei Rencontres d’Arles, lo storico festival che si tiene nel sud della Francia, fondato nel 1970 dal fotografo Lucien Clergue, dallo scrittore Michel Tournier e dallo storico Jean-Maurice Rouquette. La lettera è indirizzata al direttore del festival, Sam Stourdzé, e rileva una sospetta prevalenza maschile non solo nella programmazione della rassegna ma anche nello staff che vi lavora e sollecita la direzione a lavorare per una più equilibrata rappresentanza di genere per la prossima edizione.
«La mancanza di consapevolezza da parte di chi organizza manifestazioni del genere, contribuisce in maniera sostanziale a questo problema. È tempo di agire concretamente e l’azione è semplicemente quella di esibire donne artiste. Le donne non vogliono eccezioni, vogliono una quota equa per livellare il campo di gioco, anche nei festival internazionali come Rencontres d’Arles», si legge nel testo. Tra i firmatari della lettera, esponenti di primo piano, nel panorama dell’arte contemporanea, come Victor Burgin, Valérie Jouve, Orlan, Martha Rosler, Zineb Sedira, Iwona Blazwick, Marjorie Allthorpe Guyton e Karen McQuaid. Nella lettera si citano anche rassegne che, invece, hanno favorito la visibilità femminile, come “elles @ centrepompidou”, del Centre Pompidou, e “Qui a peur des femmes photographes?”, Al Musée d’Orsay.
Quest’anno, il festival, che durerà fino al 23 settembre, si è concentrato su fotografi come Robert Frank, Taysir Batniji, Christophe Loiseau e William Wegman ma sono state presentate anche le opere di fotografe come Yingguang Guo, Laura Henno e Ann Ray. «Esistono molte artiste con lavori di alta qualità. Il pubblico è pronto e il mercato lo seguirà, tutto quello che devi fare è decidere e dirlo pubblicamente: I Rencontres d’Arles diventeranno un evento con pari opportunità nel 2019, l’anno della loro cinquantesima edizione», continua la lettera, rivolgendosi direttamente a Stourdzé. In una dichiarazione, il direttore ha risposto che il programma ufficiale di quest’anno ha avuto in calendario 31 personali di uomini e 16 di donne, cioè il 34%, aggiungendo comunque che si lavorerà per migliorare l’equilibrio, anche per quanto riguarda il management coinvolto nell’organizzazione.
La lettera completa è leggibile qui.
In alto: Ann Ray, Whispers, 1998. Image courtesy of the artist














