23 febbraio 2015

Ricostruire storie. Farmacia Wurmkos mette in scena l’archivio dei “Quasi 1000” di Enzo Umbaca, mettendo il dito nella piaga dei vecchi Ospedali Psichiatrici

 

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Per chi non conoscesse la storia di Farmacia Wurmkos è necessaria una breve spiegazione: lo spazio è una vera ex-farmacia comunale, a Sesto San Giovanni. Wurmkos, più nello specifico, è invece un gruppo che dal 1987 opera nell’ambito dell’arte contemporanea con artisti con e senza disagio psichico (un tema che nella stretta attualità è stato parecchio di moda, a seguito della Biennale di Gioni) e che dal 2011 è diventato fondazione, allo scopo di tutelare e diffondere opere e saperi accumulati in 25 anni di lavoro. 
Domani, proprio a riguardo, si apre un altro capitolo di WAM, programma espositivo a cura di Pasquale Campanella e Simona Bordone, che chiama gli artisti con cui Wurmkos ha intrecciato relazioni. Ad arrivare a Sesto, dalle 18.30, è Enzo Umbaca, con Quasi 1000 – Archivio, Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, 1994, progetto nato a seguito della legge Basaglia che, con lo svuotamento delle case di cura aveva deciso di cestinare anche le “memorie”: Umbaca trovò infatti nella spazzatura migliaia di negativi di ritratti di persone che, dagli anni Trenta in avanti, erano stati pazienti dell’ospedale. L’artista li raccolse e con cura e pazienza ne selezionò quelli ancora in buono stato e li stampò. Ritratti non solo di un’umanità sofferente, ma anche quello di un’istituzione che, come spesso accade con le strutture di “contenimento” aveva deciso di rigettare l’identità difficile e scomoda di cui era composta. Per scoprire un po’ di storia metropolitana, e italiana. E forse anche uno spazio al di fuori dei classici circuiti dell’arte milanese e non solo.

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