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Pigrizia, piacere, indolenza, contemplazione, inattività, inerzia, stanchezza. E una parola che non solo le contiene tutte ma che rappresenta anche una lunga e faticosa tradizione di studi filosofici, teologici e letterari. E a questa profonda ambivalenza del termine ozio è dedicata l’omonima mostra a cura di Adina Drinceanu che, dall’11, giugno prevede un corposo calendario di performance, oltre a una serie di installazioni specificamente pensate per gli spazi unici del Teatro Ditirammu di Palermo, impegnato nella conservazione e divulgazione della storia orale palermitana e siciliana, con il suo ricco archivio di musica, poemi, danze rituali e proverbi. D’altra parte, se l’ozio è considerato il padre dei vizi è dovuto solo a un fraintendimento del senso originario della famosa locuzione pronunciata da Catone il Censore, secondo il quale anche e soprattutto nell’otium si potevano e dovevano dimostrare le virtù del mos maiorum romano.
E così, a ragionare sulle diverse sfumature del termine, sono stati invitati Anca Benera e Arnold Estefan, originari di Bucarest, la siciliana Concetta Modica e il poeta giamaicano-americano Ishion Hutchinson con il newyorkese Sanford Biggers. “Ozio” ospiterà inoltre la performance teatrale OzioLapa scritta e diretta da Elisa Parrinello e prodotta dal Teatro Ditirammu, che andrà in scena il 13 giugno, alle 22.30. Il 14 giugno sarà la volta della performance itinerante di Modica, punto di ritrovo in Piazza Magione, alle 19.30. Venerdì, 15 giugno, ascolteremo Hutchinson e Biggers, con The Singing-Court of Dread, dalle 20.30 alle 23.30. Chiusura domenica, 17 giugno, alle 20, ancora con Hutchinson, che presenterà Mariner’s Progress.










