31 maggio 2018

Che musica al Metropolitan, con la nuova collezione di strumenti, ascoltabili anche online

 

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Dopo due anni di riallestimento, il Metropolitan Museum of Art ha riaperto al pubblico la sua incredibile collezione musicale, che comprende circa 5mila strumenti di ogni epoca e provenienza geografica, in un percorso espositivo diviso per tipologia e periodo, dal 300 a.C. a oggi. La prima sezione, dedicata alla Fanfara, presenta 74 ottoni che coprono due millenni e cinque continenti, dai suggestivi sacchi di conchiglie alle temibili vuvuzelas, passando per corna di animali di varia specie. Alcuni strumenti, come una spinetta realizzata a Venezia nel 1540 per Eleanora della Rovere, figlia di Isabella d’Este, suona ancora perfettamente, come anche il pianoforte più antico del mondo, creato da Bartolomeo Cristofori nel 1720. Ovviamente i visitatori non possono esibirsi in jam session ma possono ascoltare grazie a hot spot e audioguide. E grazie alla collaborazione con Google Arts & Culture, anche chi non andrà al Met potrà vedere e ascoltare molte di queste mirabili opere di ingegneria (qui). Alcune sono italiane ma ce ne sono di provenienti da ogni angolo del mondo e, in alcuni casi, ascoltarne i suoni come compiere un viaggio nel tempo, come per un vaso a fiato del Sud America, risalente all’epoca precolombiana, il cui fischiettio, oggi, sembra tanto affascinante quanto stravagante.

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