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Chissà se oggi andrà meglio per Oscar Murillo, nell’esposizione di pittura “Forever Now”, in cui è esposto al MoMA di New York.
Perché? Perché da una settimana, quasi, si rincorrono voci di una tela rubata e poi restituita, poi di nuovo scomparsa e infine riapparsa in mostra. In effetti la curatrice Laura Hoptman, qualche giorno fa, aveva dichiarato che una tela delle otto, Grid precisamente, del giovane fenomeno dell’arte contemporanea e delle aste, era stata probabilmente messa in uno zaino di un visitatore mentre una guardia era distratta.
Peccato che, come in tutti i musei, gli zaini siano consentiti se di dimensioni davvero piccole, ed è difficile pensare che qualcuno abbia potuto arrotolare o piegare un lenzuolo rigido di colore e scarabocchi, come una tenda canadese.
Le otto tele di Murillo sono infatti stese e accartocciate sul pavimento, e il pubblico è libero di gestirle come meglio crede: aprirle, muoverle, spostarle. Pittura performativa insomma, probabilmente anche nel giocare a nascondino?
Certo che riuscire a ficcarsi in uno zaino una tela che vale un sacco di soldi (record d’asta da Phillips NY, il 19 settembre 2013, con Untitled (Drawings off the wall), 2011, venduto a 401mila dollari) di un prodigio rappresentato da David Zwirner (Murillo è nato nel 1986) non è male come azione.
Oggi, invece, le tele sono di nuovo otto. E domani?












