11 marzo 2015

Chi offende l’arte paga. Ecco cos’è successo al Presidente turco Erdogan, multato per aver offeso una scultura

 

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Il Presidente della Turchia Erdogan è stato multato per una somma di 10 mila lire turche, circa 3mila e 500 euro, per aver definito “mostruosità” una statua simbolo della pace con l’Armenia.
La somma di denaro sarà corrisposta all’artista Mehmet Aksoy in compensazione per l’offesa pubblica subita alla sua scultura. Il monumento in questione, Statue of Humanity (nella foto), è composto da due figure umane alte 30 metri ed è sito a est della città di Kars. L’opera rappresenta appunto la riconciliazione tra la Turchia e l’Armenia. I rapporti diplomatici fra le due nazioni sono molto tesi a causa del Genocidio Armeno perpetrato sotto l’Impero Ottomano, che i Turchi hanno sempre negato. Questo non ha impedito a Erdogan,  durante la sua carica da Primo Ministro nel 2011, di esprimere la sua opinione sulla scultura quando, visitando il sito, suggerì di rimuoverla. 
Sulla base di queste affermazioni le autorità cittadine decisero di smantellare la statua, cominciando i lavori di demolizione. Erdogan ha ribadito più volte che il suo commento era puramente estetico e che non voleva in nessun modo offendere il popolo armeno.
Ora il Presidente dovrà pagare per questa affermazione, e a stabilirlo è una corte di Istanbul dopo che Aksoy l’ha citato in giudizio per l’insulto subito. L’artista ha dichiarato che con i soldi ottenuti per danno morale, grazie alla decisione favorevole dei giudici, festeggerà un gran Nevruz Day, la celebrazione del nuovo anno persiano.
Anche se la cifra dovuta da Erdogan potrebbe sembrare modesta, crea senz’altro un buon precedente ricordando a tutti che la politica non dovrebbe mai interferire con l’arte e con la libertà d’espressione. (Giulia Testa)

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