Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Vincitore del prestigioso Velàzquez Prize spagnolo, Jaume Plensa (classe 1955, vive e lavora a Barcellona) torna in Italia in uno di quelli che si preannunciano come gli eventi più attesi della 56esima Biennale di Venezia.
La location è speciale, perché lo scultore “dialogherà” con Andrea Palladio alla Basilica di San Giorgio Maggiore, con una serie di nuove sculture, sotto al curatela di Claire Lilley, direttrice artistica allo Yorkshire Sculpture Park.
In esterno due grandi teste per una “linea di conversazione spirituale”, così come per la testa di maglia di acciaio inossidabile che si vedrà nella navata centrale, e i famosi alfabeti dell’artista che verranno sospesi sotto la cupola.
Oltre alle nuove opere, tutte create ad hoc per l’occasione, vi sarà anche una mostra con una serie di disegni e un gruppo di ritratti luminosi nell’edificio della Manica Lunga.
«La grande comprensione dell’artista dello spazio e della scala fa sì che queste opere non si impongano su questi meravigliosi spazi storici, ma catturino e riflettano la luce e le ombre all’interno di un linguaggio metaforico, che collegherà persone di molte fedi e di nessuna fede», ha spiegato Lilley. Un progetto che supporterà anche parte di restauri della Basilica, e che è stato prodotto da Benedicti Claustra Onlus di San Giorgio Maggiore e dalle gallerie Richard Gray e Lelong.












