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Forse il progetto più famoso dell’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, vincitore della quinta edizione del Premio Piranesi, quest’anno, è il Parc de La Villette di Parigi (foto sopra), ma alle spalle ha anche una carriera museale, con mostre dedicate al MoMA di New York, Biennale di Venezia, Centre Pompidou di Parigi, e anche l’Italia, con il centro culturale ANIMA a Grottammare, commissionato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, elaborato dallo studio di New York insieme a un team di progettisti italiani coordinati dall’architetto Alfonso Giancotti, porta il segno della sua inventiva. Una poetica del progetto che insieme a personalità come Peter Eisenman e Aldo Rossi, lo hanno portato a condurre la sua ricerca nei territori di quell’architettura critica, rifiutando i rapporti causa-effetto tra forma, funzione e rappresentazione.
Anche per questi motivi è stato scelto di insignire l’architetto dell’alto riconoscimento all’alta cultura classica in Architettura, promosso dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia e la Casa dell’Architettura.
Domani, proprio qui, la premiazione ma soprattutto la lectio magistralis che sarà incentrata sulla realizzazione del Museo dell’Acropoli di Atene (2009), e sugli aspetti legati al rapporto tra teoria e progetto nella propria carriera professionale e accademica.












