04 aprile 2015

Sette anni di restauri “invisibili”. E il Castello di Rocca Sinibalda riapre al pubblico

 

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Il Castello di Rocca Sinibalda apre nuovamente i battenti, dopo aver subito un restyling ad opera dello studio internazionale Claudio Silvestrin Architects. Il monumento nazionale in provincia di Rieti è stato infatti oggetto di un recupero “invisibile”, che gli è valso il prestigioso The International Architecture Award 2014, riconoscimento che premia l’eccellenza in architettura e urbanistica. Per realizzare il progetto di Silvestrin, scelto dalla Direzione Artistica del Castello tra diversi nomi prestigiosi, ci sono voluti sette anni di lavoro. L’intervento è stato definito “invisibile” perché si è limitato a preservare e recuperare gli spazi e gli elementi della costruzione, come gli appartamenti e gli affreschi, senza incidere sull’aspetto originale. Tutti i restauri, anche quelli delle aree più deteriorate, sono stati affrontati con un approccio minimalista, attento a conservare l’identità dei diversi ambienti. Si è voluto così tutelare il senso storico e artistico del monumento, prediligendo un ripristino in chiave conservativa. 
Gli spazi sono stati divisi in maniera lineare, l’ala sud è stata adibita alle foresterie, il Castello conta circa 100 stanze, e quella nord sarà utilizzata per seminari, workshop, eventi e mostre. Quest’ultime saranno ospitate nel piano sotterraneo, mentre la parte centrale accoglie il palazzo con piano nobile e gli affreschi rinascimentali e settecenteschi di maggiore importanza. (Giulia Testa)

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