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Gli italiani hanno sete di cultura, almeno stando ai numeri, che sia gratis o no. Almeno se sono effettivi, e non gonfiati. Boom di presenze registrate tra Pasqua e Pasquetta nei musei statali e civici e Franceschini non ha mancato di twittare, con l’hashtag #ItaliaMuseoDiffuso, che è questa la strada da percorrrere.
Ieri l’Assessorato alla Cultura di Roma ha annunciato le 10mila visite nei musei di RomaCapitale, mentre il Colosseo nella sola giornata di ieri ha fatto oltre 25mila ingressi, mentre a Milano oltre 11mila biglietti sono stati staccati al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e a Torino l’Egizio riaperto una settimana fa ha fatto 15mila presenze tra domenica e il lunedì dell’Angelo, con una serie di altre stellette che vanno dai quasi 3mila turisti al MAO fresco della nuova direzione, i 6mila della GAM e i 5mila per Tamara De Lempicka a Palazzo Chiablese.
Pompei invece a 12mila, mentre ad Ercolano è arrivata anche la cancelliera tedesca Angela Merkel; a Verona, chiudendo questo tour del turismo da “gita fuori porta”, oltre 40mila persone si sono concentrate nel centro storico della città, tra l’Arena e la Casa di Giulietta.
Certo sembrerebbero dati confortantissimi, se non sembrassero – almeno nell’annuncio – i risultati di una schedina: quella degli italiani che in un week end che di primaverile ha avuto ben poco, hanno voluto fare la classica “scampagnata”. O visita al museo. Che poi, alla fine, sempre di evasione si tratta.












