08 aprile 2015

Warhol, Van de Velve, Song Dong e Francis Alÿs. Ecco i rappresentanti della comunità fiamminga del Belgio alla Biennale di Venezia

 

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Fin dalle sue prime apparizioni, a New York nel 1964, Brillo Boxes di Andy Wharol è diventato l’emblema di un nuovo modo di fare arte, in cui quest’ultima e la cultura pop diventano un’unica entità. Con l’avvento della Pop Art termina così definitivamente il dominio di un’elite, introducendo nello scenario culturale le logiche legate al mercato e a una globalizzazione imminente. Questo cambiamento non poteva non portare alla destabilizzazione di un sistema calibrato su esigenze ormai sorpassate, creando contemporaneamente nuove questioni difficilmente trascurabili.
Proprio l’opera di Warhol sarà il punto di partenza per l’evento collaterale alla Biennale di Venezia “The Revenge of the Common Place”, che si terrà presso palazzo Ca’ Foscari in rappresentanza della Comunità fiamminga del Belgio. A curare la mostra incentrata sul tema dell’autorialità sarà lo storico d’arte Hans De Wolf, che proporrà una riflessione sull’opera d’arte intesa come oggetto, analizzandone in particolare le debolezze, come per esempio la riproducibilità. Gli artisti chiamati a rendere tutto ciò possibile saranno il pittore belga Rinus van de Velde, che presenterà un lavoro realizzato per l’occasione, accompagnato da un’installazione dell’artista cinese Song Dong e da un video realizzato da Francis Alÿs. L’idea del curatore è quella di trasportare il visitatore in un ambiente inesplorato dove l’opera d’arte non è più oggetto, né copia, né riproduzione, né niente del genere. L’opera torna così a essere solo quello che è, semplicemente unica. (Giulia Testa)

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