08 aprile 2015

Juan Munõz, sbarco a Milano. Ecco la mostra “più difficile” dell’HangarBicocca, secondo Vicente Todolí

 

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Marco Tronchetti Provera oggi, in una conferenza stampa e preview pomeridiana, ha salutato brevissimamente ma ha lanciato un “avviso ai naviganti” decisamente importanti: «Questa mostra è un omaggio alla grandiosità di HangarBicocca, un omaggio a Milano e il vostro dovere (rivolto al pubblico n.d.r.) è di diffondere la notizia e portare i vostri amici, famigliari. Tutti devono vedere questa splendida esposizione». La mostra in questione è quella di Juan Munõz, “Double bind & around” che il direttore Vicente Todolí dichiara essere  più complessa mai fatta all’Hangar e che ricrea l’omonima installazione del 2001, realizzata alla Turbine Hall della Tate, «Quando non ero ancora direttore, nonostante quello che si pensa», rimarca.
La ricostruzione degli ambienti è stata realizzata grazie agli architetti di Co3, collegando idealmente – ma nemmeno troppo – i due edifici e la loro storia. 
«Quando ho visto per la prima volta la navata centrale ho fatto subito un collegamento con il museo di Londra, dove era stata installata la prima volta Double Bind».
Una mostra che si preannuncia epocale, ma silenziosa, come le figure solitarie che albergano negli sterminati spazi di Hangar, in conversazione e monologo al medesimo tempo. 
«È una mostra dove ogni spettatore può costruire la sua storia, dove le figure in apparenza accoglienti e invitanti sono invece impenetrabili, hanno un mistero insondabile. Spero che ognuno diventi narratore». La grande gallery la trovate sulla nostra pagina facebook. Buona visione. E buon ascolto. 

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