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In questi giorni alla Biennale di Venezia si sono viste installazioni molto complesse, come quella di Thomas Hirschhorn, lavori che incorporano materiali tecnologici vintage come nel caso di Rosa Barba o performance, come quella di Dora Garcia, insieme a opere realizzate con tecniche decisamente più classiche come pittura o scultura, fotografia e video. In che modo è possibile conservare, reinstallare, riattivare questi lavori, rispettando l’intenzione dell’artista e garantendone una fruizione corretta e duratura? Di questi temi si occupa il volume In opera. Conservare e restaurare l’arte contemporanea che sarà presentato questo pomeriggio in laguna. A cura di Isabella Villafranca Soissons, il testo edito da Marsilio in collaborazione con Fondazione Cologni dei mestieri d’arte e Open Care raccoglie interviste con artisti, curatori, direttori di museo, collezionisti: da Pierpaolo Calzolari a Massimilano Gioni, da Anna Mattirolo a Giuliano Gori. Nel libro si svelano i dietro le quinte del lavoro del conservatore, attraverso schede che descrivono le varie fasi degli interventi di restauro, e rendono l’idea della complessità e del fascino di una professione non spesso discussa ma sicuramente fondamentale, specialmente quando si parla di arte prodotta a partire dal XIX secolo. L’appuntamento è per le 18 a Ca’ Giustinian, ne discutono insieme alla curatrice: Grazia Quaroni, direttrice della Fondation Cartier, i collezionisti Giuseppe Iannaccone e Roberto Spada e l’artista Elisabetta di Maggio. Coordina Pier Luigi Vercesi, interverranno i presidenti di Marsilio, Fondazione Cologni e Open Care.












