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Il Padiglione Iraq, a Palazzo Dandolo a San Tomà, presenta una mostra dal titolo Invisible Beauty ,composta da pochi lavori, prevalentemente foto in bianco e nero e disegni, raffinata e ben allestita, a cura da Philippe Van Cauteren, direttore artistico dell’ottimo Stedelijk Museum voor Actuele Kunst (SMAK) di Ghent, in Belgio.
Oltre a comprendere il video dei disegni dei rifugiati del nord dell’Iraq, selezionati da Ai Weiwei per due pubblicazioni, che il Padiglione ha prodotto per essere vendute a beneficio dei medesimi, la mostra presenta i lavori di 5 artisti iracheni contemporanei, che si concentrano su temi politico-sociali e sarà esposta nel Museo belga il prossimo anno.
Una serie completa di foto di Latif Al Ani (nato nel 1932) che è considerato il padre fondatore della fotografia in Iraq, documentano alcuni aspetti della vita del Paese dal 1950 al 1970 con lucidità e nitidezza. Chi conosce la storia dell’Iraq, sa che queste foto hanno avuto un’importanza simbolica e politica per una generazione. Il libro-catalogo pubblicato da Mousse, ha una formula interessante. (Cristina Cobianchi)












