14 maggio 2015

New York/in città. Arte e politica? Ve la serve “Seven” a The Boiler, Brooklyn. E a fare da vedetta c’è la testa di Edward Snowden

 

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Lasciate Manhattan, e recatevi in questo angolo davvero Brooklyn-style, a due passi da Bedford Avenue. Siamo a The Boiler, dove va in scena una nuova edizione di Seven. Di che si tratta? Di una mostra dove sette gallerie mettono in scena altrettanti artisti. L’ordine del giorno? Decisamente politico, sulla discussione, il corpo, il controllo, il segreto militare. Non è un caso, infatti, che per l’occasione sia stata rimessa in scena la testa bronzea di Edward Snowden, l’informatico ed ex tecnico della CIA diventato celebre per aver rivelato i programmi di controllo di massa di Stati Uniti e Gran Bretagna. Come ricorderete infatti la “Snowden statue” era comparsa qualche tempo fa a New York, subito rimossa dalle autorità. 

Quale migliore occasione, dunque, per vederlo in alto a vegliare tutti gli altri, con il loro carico di libertà (a volte anche violate) che questa Anonymity, no longer and option, titolo della mostra mette in scena? 

Sotto la benedizione di Snowden ci sono Katarzyna Kozyra (Postmaster gallery) con il lavoro dedicato alle saune femminili di Budapest, nelle quali l’artista ha ripreso le donne nella più totale intimità, inconsapevoli di essere osservate, avvicinando l’occhio dell’arte alla vita più stretta, sfondando il limite dell’intimità, e anche Trevor Plagen (rappresentato da Metro Pictures) che con il suo obiettivo spalanca l’apparato governativo americano, invisibile dietro spazi sterminati, cancelli e porte che definire “armate” è usare un eufemismo.

E ancora: Addie Wagenknecht (bitforms gallery), Suzanne Treister (PPOW), Mark Tribe (Momenta Art); Sam Van Aken (Ronald Feldman Fine Arts) e, dulcis in fundo, una presenza che nella Documenta di Carolyn Christov-Bakargiev aveva avuto parecchio risalto al Fridericianum: Mark Lombardi (qui rappresentato da Pierogi), esposto con uno dei suo complessi diagrammi, Narrative Structures, 1994, che nell’era pre-internet riuscirono a mettere nero su bianco l’ubiquità dei dati incrociati, solo per fare un esempio. 

Una bella occasione per farsi un giro in questa galleria-warehouse tra le più attive e convincenti in quel dedalo di strade tra Williamsburg e Greenpoint. 

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